Giustizia politica contro Silvio Berlusconi

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Milano: Forzasilvio it - La decisione del Gip di Milano di dar ragione in tutto e per tutto alla Procura di Milano, decidendo il processo con rito immediato contro Silvio Berlusconi, ha la chiara evidenza della sentenza già scritta e mostra come tutta l’orchestrazione sia stata politica.

Noi la democrazia ce la ricordiamo diversa. Sappiamo bene com’è fatta, e la pratichiamo lavorando responsabilmente, e difendendo l’Italia anche in questa fase di potere giudiziario schiumante furia contro il leader del Pdl e alla fine contro il popolo che l’ha scelto. Anche oggi che i giornali - prima ancora delle scelte del gip - cercano di annegare l’opinione pubblica nel brodo acido di accuse e di contumelie contro il Berlusconi, non riescono a nascondere che il governo sta occupandosi con solerzia dell’emergenza determinata dagli avvenimenti del Nord Africa. Siamo nel mezzo di un Mediterraneo che mai è stato così turbolento e incerto nel suo destino.

Dinanzi ai problemi reali l’Europa è addormentata. L’opposizione di sinistra e quella finiana hanno una sola attività : cercare di risolvere i problemi interni trasferendo le proprie lotte intestine all’esterno per sfuggire ai propri guai insanabili. Risultato: ostinazione nell’urlo antiberlusconiano e continuo sabotaggio delle azioni di governo. Per il resto si affidano alla magistratura, della quale sono gregari.

Non è facile lavorare, in presenza di un “golpe morale“ e giudiziario, dove invece dei carri armati e dei generali, si usano i sepolcri imbiancati come trappole e i tribunali alla maniera sovietica per eliminare chi dissente dall’ideologia dei compagni.

A sinistra, comunque la si pensi, per rispetto del Parlamento e del suo libero voto, si dovrebbe protestare per la decisione del gip di Milano che avrebbe dovuto trasferire, in ossequio alle decisioni sovrane della Camera, gli atti al tribunale dei ministri. Invece si insiste nel tentativo di soffocare la democrazia e si fa affidamento sulla scorciatoia giudiziaria per portare il Paese nel caos.