GAZA, CHIUSURA TERRITORI NEGA DIRITTO CURE A MALATI PALESTINESI

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TERRITORI PALESTINESI, La chiusura dei Territori palestinesi da parte di Israele, decisa la settimana scorsa, sta lasciando centinaia di malati privi di trattamento medico: lo ha denunciato al quotidiano israeliano ’The Jerusalem Post’ l’organizzazione umanitaria Medici Senza Frontiere (Msf), secondo cui la chiusura delle vie d’accesso alla Striscia di Gaza impedisce a chi ne ha bisogno di beneficiare di cure sia di base sia, soprattutto, specialistiche.

Secondo l’organizzazione internazionale, i palestinesi residenti nella Striscia di Gaza, non potendo recarsi in Cisgiordania o in Israele per curarsi, non hanno neppure la possibilità di cercare una soluzione alternativa in Egitto, in quanto il Cairo ha nel frattempo chiuso il passo di Rafah in seguito alle pressioni di Israele.

L’Egitto, d’altronde, non intende scontentare Israele visto che solo recentemente poliziotti egiziani hanno avuto il permesso, dopo 40 anni, di tornare a presidiare il confine con Gaza. Dallo scorso fine settimana l’esercito israeliano ha chiuso le frontiere con Gaza e proibisce inoltre l’accesso sul suo territorio ai palestinesi provenienti dalla Cisgiordania, come rappresaglia al lancio di decine di razzi Al Kassam contro la città di Sderot e altre località israeliane. Secondo la denuncia di Msf riportata dal quotidiano israeliano, se il ritiro da Gaza ha reso la Striscia una sorta di prigione per i palestinesi, Tel Aviv deve prendersi anche le responsabilità di tutto quanto avviene in quel territorio, inclusa l’impossibilità per chi ne ha bisogno di curarsi. [LL]

MISNA