CITTA' DEL VATICANO. Venerdì sera 20 Luglio, il Papa ha espresso la sua gioia alla notizia della liberazione del missionario italiano Padre Giancarlo Bossi, 57 anni, rapito il 10 giugno scorso nell’Isola di Mindanao, nelle Filippine.
La liberazione di Padre Bossi, del Pontificio Istituto delle Missioni Estere, ha detto ieri Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, "è motivo di grandissima gioia per tutta la chiesa e anche per il Santo Padre".
All’arrivo a Lorenzago di Cadore per le vacanze in montagna, il 9 luglio scorso, Papa Benedetto XVI aveva detto di pregare tutti i giorni per il religioso sequestrato nelle Filippine.
"Ci sembra" - ha detto Padre Lombardi - "che le nostre preghiere siano state ascoltate. Adesso ci auguriamo che Padre Bossi possa riprendere la sua attività missionaria con serenità e che non si ripetano più sequestri o altri episodi di violenza".
Vaticano
MISNA: MISSIONARIO LIBERATO: CRONACA DI UNA LUNGA GIORNATA
“Padre Giancarlo è andato a riposare presto stasera dopo una giornata davvero lunga”: così un confratello del Pontificio Istituto Missioni Estere (PIME) racconta alla MISNA dalla casa dei missionari di Manila come si è conclusa - quando erano da poco trascorse le 21:00 nelle Filippine, le 15 in Italia - la lunghissima giornata di padre Bossi. Che ora sta finalmente godendo dei primi momenti di tranquillità nella struttura del PIME di Paranaque, enorme quartiere nel sud della capitale. La “lunga giornata” di padre Bossi era iniziata ieri nel tardo pomeriggio con la sua liberazione dopo 39 giorni di prigionia. Poi il trasferimento in auto a Zamboanga City, la prima visita medica, gli interrogatori della polizia, l’abbraccio con i confratelli. Poche ore di riposo e poi stamani la conferenza stampa alla caserma ’Camp Edgardo Batenga’ di Zamboanga City, dove tra l’altro ha detto di voler perdonare i suoi rapitori e di non nutrire alcun rancore verso di loro. Nel campo militare il ’gigante buono’ " così chiamato da parenti e amici " ha anche riassaporato una colazione “decente”, come lui stesso ha detto ai giornalisti filippini. “I miei piani sono di tornare a Payao, il mio cuore è ancora là . Come padre, credo di dover tornare dai miei figli” ha detto ancora padre Giancarlo, 57 anni, nelle Filippine dal 1980. Dopo l’incontro con la stampa, il missionario italiano è stato portato a Manila per un colloquio con la presidente Gloria Macapagal Arroyo nel palazzo presidenziale di Malacanang.
Alcuni giornali on-line filippini scrivono che durante la conversazione la presidente si è congratulata con padre Bossi per il suo “coraggio”. La liberazione del missionario è stata commentata anche dai politici filippini; secondo Antonio Cerilles - un deputato originario di Zamboanga, la penisola meridionale dell’isola di Mindanao dove padre Bossi è stato rapito " il suo sequestro è stato “un semplice caso di rapimento, mentre la brutale uccisione di 14 marines (avvenuta nei giorni della prigionia di padre Giancarlo nella zona di Basilan) è una questione diversa”. [CO]
ANSA: PADRE BOSSI SARA' CON IL PAPA A LORETO
CITTA' DEL VATICANO - Padre Giancarlo Bossi, il missionario sequestrato da un gruppo di guerriglieri islamici nel sud delle Filippine, potrebbe raccontare la sua esperienza nel grande raduno dei giovani italiani con il Papa a Loreto, in programma per l’1 e il 2 settembre...
Altro su Padre Bossi
http://www.ladysilvia.it/magaView/news/10316/crona...
Fonti: Vatican / Misna / ANSA
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