CITTA' DEL VATICANO. Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell’Udienza Generale di ieri a San Cirillo di Gerusalemme (circa 315-387), che "ricevette un'ottima formazione letteraria (...) base della sua cultura ecclesiastica, incentrata nello studio della Bibbia". l’Udienza, la centesima del Pontificato di Benedetto XVI, ha avuto inizio con i saluti ai pellegrini nella Basilica di San Pietro ed è proseguita nell’Aula Paolo VI, con la partecipazione complessiva di circa 7.000 persone.
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- Cirillo, ha spiegato il Papa, "nel 348 fu ordinato Vescovo da Acacio, influente metropolita di Cesarea di Palestina, filoariano, convinto di avere in lui un alleato. (...) In realtà , ben presto Cirillo venne in urto con Acacio non solo sul terreno dottrinale, ma anche su quello giurisdizionale, perché Cirillo rivendicava l’autonomia della propria sede rispetto a quella metropolitana di Cesarea. (...)- Cirillo conobbe tre esili: il primo nel 357, (...) seguito nel 360 da un secondo esilio ad opera di Acacio, e infine da un terzo, il più lungo - durò undici anni - nel 367 per iniziativa dell’imperatore filoariano Valente. Solo nel 378, dopo la morte dell’imperatore, Cirillo potè riprendere definitivo possesso della sua sede, riportando tra i fedeli l’unità e la pace". Di Cirillo si conservano ventiquattro catechesi, che egli espose come Vescovo verso il 350 e che sono introdotte da una Procatechesi di accoglienza.
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- "La catechesi" - ha proseguito il Santo Padre - "era un momento importante, inserito quindi, come avevo già accennato, nell’ampio contesto dell’intera vita, in particolare liturgica, della comunità cristiana, nel cui seno materno avveniva per così dire la gestazione del futuro fedele, accompagnata dalla preghiera e dalla testimonianza dei fratelli. Questo era un momento molto importante, non era una catechesi solo intellettuale, ma un cammino per imparare a vivere la vita della comunità cristiana (...). Nel loro complesso le omelie di Cirillo costituiscono una catechesi sistematica e realistica sulla rinascita del cristiano mediante il Battesimo".
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- "Dal punto di vista dottrinale, Cirillo commenta il Simbolo della sua città , di Gerusalemme, col ricorso alla tipologia delle Scritture, come nel rapporto 'sinfonico' tra i due Testamenti. Quanto alla catechesi morale, essa è ancorata in profonda unità alla catechesi dottrinale: dottrina e vita sono non due cose distinte ma un unico cammino dell’esistenza, il dogma viene fatto discendere progressivamente nelle anime, le quali sono così sollecitate a trasformare i comportamenti pagani in base alla nuova vita in Cristo, dono del Battesimo. E finalmente la catechesi 'mistagogica', (...) introduce a scoprire, sotto i riti battesimali della Veglia pasquale, i misteri in essi racchiusi e non ancora svelati".
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- "Il mistero da afferrare è il disegno di Dio" - ha sottolineato il Papa - "che si realizza attraverso le azioni salvifiche di Cristo nella Chiesa. A sua volta, alla dimensione mistagogica si accompagna quella dei simboli, esprimenti il vissuto spirituale che essi fanno 'esploderè".
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- "Si tratta, in definitiva" - ha concluso il Pontefice - "di una catechesi integrale, che coinvolge corpo, anima e spirito e questa catechesi integrale che integra tutte le dimensioni della nostra esistenza, resta emblematica anche per la formazione catechetica dei cristiani di oggi. Invochiamo il Signore che ci aiuti ad imparare un cristianesimo che realmente coinvolga tutta la nostra esistenza e ci faccia così testimoni credibili di Gesù Cristo vero Dio e vero uomo". AG/CIRILLO/...-
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