La vita offre il meglio di sé grazie al ‘viaggio’ che ogni uomo compie dentro e fuori, grazie ai sentieri che ogni uomo compie all’ interno della propria esistenza.
È sui sentieri che percorre quotidianamente che accanto agli altri - e ai sentimenti altrui - egli scopre quanto sia grande il bisogno di cercare qualcosa di più profondo ed autentico.
L’uomo ha bisogno di viaggiare, di essere in costante cammino grazie all’ atavica esigenza di andare alla radice di se stesso per ristabilire un’autentica comunicazione con i suoi simili e con le cose.
La poesia, si evince, può essere uno degli strumenti di tale ricerca; essa non può cambiare e trasformare il mondo ma può spingere l’ uomo a ritrovare il senso di sé, indurlo a riflettere (ad aiutare gli altri) sul proprio ruolo nel mondo e del proprio rapporto con gli altri.
Nei testi scaturisce incontrastata una soggettiva ed ispirata ricerca stilistica che ciascun autore affida con forza ed originalità alla poesia dell’ anima.
Fuori luogo, fuori stagione ha in sé poesie che descrivono la condizione umana del presente radicalizzando espressioni e sensazioni che ‘partono’ da stati individuali di turbamento, di alterazione, di commozione, di sogno.
Un linguaggio nuovo (accompagna ogni autore), cui le parole si adagiano come strumento esplicativo o ludico, ‘affronta’ la parte oscura di se stessi e della propria anima.
Esperienze e parole - consone o riadattate - parti di sé in movimento ed in costante ‘viaggio’ attraversano quello che il presente è per ciascun poeta: ogni poesia scandaglia il qui ed ora divenendo e trasformandosi in luoghi reali che visualizzano, raccontano, decifrano ciò che sono e quello che vedono.
Piani alti di palazzi, alberi, strade, stagioni parlano ed interloquiscono in primis con il poeta e gli donano - felici o ardue - parole e contesti che ciascuno di noi avrebbe voluto dire ma che ha piacere di ‘ascoltare’ per essere accompagnato durante il proprio viaggio nel Nontempo.
Turbinio di emozioni e di stati d’ animo conducono a sentirsi parte di una realtà che, spesso, viene descritta come un ‘non tempo’ dove, però, guizzi radiosi e fiamme indomite ne danno barlume di speranza verso esperienze tese prima ad osservare poi a mutare il presente.
La penna e il moto dell’ anima sono i compagno di viaggio di ciascun autore, di ogni lettore e numerose e varie sono le strutture, i toni, i temi descritti per richiamare, evocare, condurre verso un presente che è vissuto - in molti casi - come poesia ardua.
Il poeta russo Majakovskij dice che la penna deve essere impugnata soltanto quando non vi sia altro mezzo d’ espressione che il verso.
E l’impresa è comprendere il verso giusto della vita affrontando la parte oscura, nascosta, segreta della vita, un viaggio in un proprio personale - e plurale - mondo.
E occorre citare Friederich Schlegel che a riguardo espresse che la ragione è una, è in tutti la medesima. Ma ogni uomo, proprio come ha una sua natura e un suo amore, porta in sé una poesia a lui peculiare, che deve e non può restare sua, come certo che egli è quello che è qualcosa di primigenio si cela in lui da sempre.
La poesia - e qui ogni testo lo rivela - è anche rispondere soltanto alla verità di se stessi intrecciandosi ed affidandosi, rapiti, agli sfoghi dell’anima.
Tipico di tanta poesia e di questa raccolta è il verso libero ove i poeti dimostrano di tagliare il flusso poetico attraverso il gioco delle strofe e la capacità di combinarle tra loro nella scelta delle parole e della loro musicalità.
Ogni lettore è invitato a porre particolare attenzione a tutto ciò che lo avvicina al proprio mondo per giocare a trovare alcune delle tematiche cui riconoscersi nella riflessione introspettiva e nella meditazione degli eventi salienti della vita: l’ infanzia, al fanciullezza, l’ amore, la natura delle cose, la nascita, la vecchiaia.
Umberto Stefanini
Euro 12
ISBN 88-89203-98-6
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