ROMA -- Un Papa per la prima volta da 150 anni in qua oggi, giovedì, ha varcato la soglia del parlamento. Un momento storico per l’Italia, quando Giovanni Paolo II è entrato nel palazzo della politica. Prima di farlo ha benedetto la folla in attesa sulla piazza. Le persone assiepate dietro le transenne hanno risposto con uno scrosciante applauso.
Subito dopo il Pontefice ha ricevuto l’omaggio di un reparto dei carabinieri che era dispiegato nella piazza. Poi è entrato nella Camera dei deputati Palazzo di Montecitorio dove lo attendevano i presidenti della Camera e del Senato, Pierferdinando Casini e Marcello Pera.
Poi Giovanni Paolo II ha parlato. È "davvero profondo", ha detto, il legame che esiste tra Santa Sede e Italia, Paese nel quale l’annuncio evangelico, qui giunto fin dai tempi apostolici, ha suscitato una civiltà ricca di valori universali ed una fioritura di mirabili opere d'arte".
Tale legame, pur nelle "vicissitudini e contraddizioni" della storia, ha suscitato "impulsi assai positivi" sia per l’Italia che per la Chiesa.
Poi il Papa ha chiesto clemenza per i detenuti, ha parlato del calo demografico e della situazione internazionale.
"Calo demografico grave minaccia per l’Italia
La "grave minaccia" della "crisi delle nascite" pesa, secondo Giovanni Paolo II sul futuro italiano. Essa porta "declino demografico" e "invecchiamento della popolazione" e di fronte ai "problemi umani, sociali ed economici che questa crisi inevitabilmente porrà all’Italia nei prossimi decenni", "obbliga" ad un impegno responsabile e convergente, per favorire una netta inversione di tendenza, prima di tutto con la promozione della "famiglia come società naturale fondata sul matrimonio".
La pace: "La logica di scontro non porta a soluzioni
Le "speranze di pace" che hanno accompagnato la nascita del nuovo secolo, ha detto il Papa, "sono brutalmente contraddette dall’inasprirsi di cronici conflitti, a cominciare da quello che insanguina la Terra Santa.
A ciò s'aggiunge il terrorismo internazionale con la nuova e terribile dimensione che ha assunto, chiamando in causa in maniera totalmente distorta anche le grandi religioni".
Ma "l’Italia e le altre Nazioni che hanno la loro matrice storica nella fede cristiana sono quasi intrinsecamente preparate ad aprire all’umanità nuovi cammini di pace, non ignorando la pericolosità delle minacce attuali, ma nemmeno lasciandosi imprigionare da una logica di scontro che sarebbe senza soluzioni".
"Penoso il sovraffollamento delle carceri
Il Papa ha poi chiesto un "segno di clemenza" verso i detenuti "mediante una riduzione della pena".
Tale gesto sarebbe da parte delle istituzioni "una chiara manifestazione di sensibilità , che non mancherebbe di stimolarne l’impegno di personale ricupero in vista di un positivo reinserimento nella società ".
Casini: "Lontana la frattura Stato-Chiesa"
La visita di oggi "non fa che rendere ancora più lontano e sfocato nel tempo il ricordo delle fratture che si consumarono e che sono state poi ricomposte e definitivamente superate": lo ha affermato il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini.
Casini ha sottolineato come "dopo circa un secolo e mezzo di storia italiana, un Pontefice varca la soglia del luogo che fu per lungo tempo uno dei simboli del potere temporale della chiesa".
"Oggi - ha aggiunto Casini - il rispetto profondo che contraddistingue le due istituzioni permette di esprimere con responsabilità principi di autonomia che sono patrimonio di tutti"
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