ANCONA - (ANSA)Una forte scossa di terremoto è stata avvertita ad Ancona intorno alle 5,48 di stamani. Il movimento sismico ha svegliato la popolazione, e ai centralini di vigili del fuoco, carabinieri e protezione civile sono giunte centinaia di telefonate con richieste di informazioni. Sono in corso verifiche di eventuali danni.
Secondo la protezione civile marchigiana la scossa è stata di magnitudo 4,6. l’epicentro è stato individuato tra i comuni di Montefano e Santa Maria Nuova, in provincia di Macerata. Il sisma è stato avvertito distintamente anche a Macerata, Ancona, Recanati e in varie localita' dell’interno e della costa, dove moltissime persone si sono riversate in strada.
''Stiamo ancora completando gli accertamenti per verificare se vi siano stati danni - ha detto il dirigente della protezione civile marchigiana Roberto Oreficini - ma al momento non abbiamo ricevuto segnalazioni particolari''. (/ANSA)
Il comunicato ufficiale: INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia)
Magnitudo(Ml) 4.6 - MARCHE - MACERATA
20/09/2009 05:50:17 (italiana)
20/09/2009 03:50:17 (UTC)
Un terremoto di magnitudo(Ml) 4.6 è avvenuto alle ore 05:50:17 italiane del giorno 20/Set/2009 (03:50:17 20/Set/2009 - UTC).
Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV nel distretto sismico: Zona_Macerata.
I valori delle coordinate ipocentrali e della magnitudo rappresentano la migliore stima con i dati a disposizione. Eventuali nuovi dati o analisi potrebbero far variare le stime attuali della localizzazione e della magnitudo.
Il terremoto è stato localizzato con i dati di 27 stazioni della Rete Sismica Nazionale dell’INGV (quadrati). La localizzazione epicentrale riportata nella figura è quella rivista dagli operatori della Sala Sismica dell’INGV e comunicata al Dipartimento di Protezione Civile subito dopo l’evento. I dati relativi a ogni terremoto rilevato dalla rete INGV vengono rivisti successivamente da personale specializzato prima di essere inseriti nel Bollettino della sismicità italiana.
Le tre carte (parte alta della foto) mostrano l’attività sismica della regione in tre diversi intervalli temporali.
Sinistra: Dall’anno 0 all’anno 2002 (Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani, versione 2004 CPTI04, Gruppo di Lavoro CPTI, 2004): sono rappresentati con i quadrati gialli gli epicentri dei terremoti di Magnitudo Momento pari o superiore a 6; accanto al simbolo l’anno in cui è avvenuto il terremoto.
Centro: La sismicità localizzata dalla Rete Sismica Nazionale dall’1/1/2003 al 31/12/2008 (Mag>=2.5); la grandezza dei simboli è proporzionale alla magnitudo del terremoto: i colori indicano differenti profondità degli ipocentri.
Destra: La sismicità rilevata dalla Rete Sismica Nazionale negli ultimi 90 giorni; i dati riportati in questa mappa provengono dalle analisi effettuate nella Sala Sismica dell’INGV subito dopo ogni terremoto e possono quindi contenere piccoli errori. I dati rivisti sono pubblicati con cadenza quindicinale sulle pagine del Bollettino sismico.
(parte centrale della foto)
Sinistra: Mappa di pericolosità sismica del territorio nazionale (GdL MPS, 2004; rif. Ordinanza PCM del 28 aprile 2005, n. 3519, All. 1b) espressa in termini di accelerazione massima del suolo con probabilità di eccedenza del 10% in 50 anni, riferita a suoli rigidi (Vs30>800 m/s; cat. A, punto 3.2.1 del D.M. 14.09.2005).
Destra: Zone sismiche del territorio italiano (2003) - Le zone riportate sono quelle allegate all’Ordinanza PCM 3275 del 20/03/2003. Le variazioni introdotte dalle Regioni sulla base della suddetta Ordinanza e di quanto previsto dall’OPCM 3519/2006, devono essere verificate presso i rispettivi Uffici Regionali.
Aggiornamenti senza carattere di ufficialità e limitati al 2004 sono riportati su: http://zonesismiche.mi.ingv.it/class2004.html. La zona 1 (in rosso) prevede il massimo livello di protezione, la zona 4 il minimo.
(parte bassa della foto) Le tre mappe mostrano i risultati dell’elaborazione denominata ShakeMap per la stima dei parametri di scuotimento del suolo sulla base di dati osservati e delle successive interpolazioni che fanno uso sia di conoscenze sismologiche che di ingegneria sismica.
Sinistra: Mappa delle intensità strumentali. La scala utilizzata è simile (ma non identica) a quella Mercalli e sì basa sui valori registrati di effettivo scuotimento del suolo in termini di picchi di accelerazione e velocità del suolo. In contrapposizione, la scala delle intensità Mercalli (e le sue derivate) si basa sugli effetti osservabili che lo scuotimento induce e che viene riportata da un osservatore.
Centro: Mappa delle accelerazioni di picco registrate ed espresse in percentuale della accelerazione di gravità (%g).
Destra: Mappa delle velocità di picco registrate ed espresse in cm/s.
Per ulteriori informazioni, consulta il sito dedicato delle ShakeMap qui.
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