(LADYSILVIA/UNICEF) New York, 27 dicembre 2006 - A due anni dallo tsunami che provocò oltre 229.000 vittime in 8 paesi dell’Oceano indiano - sconvolgendo intere comunità e arrecando danni enormi a infrastrutture e servizi di base - l’UNICEF continua a lavorare per ricostruire la vita dei bambini colpiti dal disastro, per restituire loro un futuro più luminoso. Nel rapporto a 2 anni dallo tsunami "Much Done, More to Do", l’UNICEF fornisce un quadro dettagliato degli interventi avviati fin dal 26 dicembre 2004 in aiuto delle popolazioni colpite dal disastro, interventi che l’UNICEF continuerà a portare avanti per molti altri anni ancora. Il rapporto UNICEF traccia i progressi finora conseguiti nei paesi colpiti dallo tsunami: India, Indonesia, Malesia, Maldive, Myanmar, Somalia, Sri Lanka e Thailandia. «Da quando ha avviato gli interventi di risposta all’emergenza, l’UNICEF è stato in grado di portare aiuti e assistenza a oltre 4,8 milioni di donne e bambini di 8 diversi paesi» ha dichiarato il Presidente dell’UNICEF Italia Antonio Sclavi: «A due anni di distanza dal disastro, molto è stato realizzato, ma molto resta ancora da fare».

Bhanpriya, 10 anni, sulla spiaggia di Pudupettai (India), il villaggio dove sorgeva la sua casa - -©UNICEF/HQ06-1918/Pietrasik
- Il sostegno alla ricostruzione di 50 strutture sanitarie e la fornitura di scorte e attrezzature mediche a circa 6.100 tra ospedali e centri sanitari
- l’accesso di oltre 1 milione di persone a fonti idriche sicure costruite con il supporto dell’UNICEF, inclusi 250.000 bambini che beneficiano di nuovi servizi idrici e igienico-sanitari nelle scuole
- La somministrazione di vitamina A ad oltre 1,2 milioni di bambini
- La distribuzione di zanzariere trattate con insetticidi, per la prevenzione della malaria, a circa 1 milione di donne e bambini
- La costruzione di 36 nuove scuole permanenti che consentono l’istruzione a oltre 10.000 scolari
- l’allestimento di 145 scuole semi-permanenti per permettere l’immediato ritorno dei bambini agli studi, in attesa dei nuovi edifici scolastici
- La riparazione di ulteriori 900 strutture scolastiche
- La distribuzione di materiali scolastici per oltre 1 milione di bambini
- l’assistenza psicosociale a oltre 400.000 bambini, per aiutarli a superare il trauma subito, e il sostegno a 5.000 bambini rimasti orfani