Roma: Presentata al Viminale la II relazione sul fenomeno delle persone scomparse. Dal 1974 ad oggi sono oltre 23 mila le persone di cui non si ha più traccia compresi quelle che lo hanno scelto volontariamente. Si tratta di bambini sottratti da parte di uno dei due genitori, adolescenti che fuggono da disagi e situazioni familiari difficili, persone con disturbi psicologici e persone rimaste vittime di delitti. L’analisi del fenomeno è stato possibile grazie al coordinamento tra tutte le forze di polizia e le associazioni non governative.
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Persone scomparse: dal Dna un aiuto per le ricerche
Sono ufficialmente registrati negli obitori e nelle camere mortuarie di tutta Italia, ma non hanno un nome nè un’identità . Stiamo parlando dei 467 cadaveri non identificati che il nuovo commissario straordinario per le persone scomparse, Rino Monaco, ha deciso di censire per cercare di eliminarli dalla lista degli scomparsi: attualmente 23.545 solo nel nostro Paese. Tra questi ci sono anche 9.720 minori per lo più stranieri. I dati sono stati forniti in occasione della presentazione, al Viminale, della relazione semestrale sull’attività del commissario straordinario del Governo.
L’obiettivo del Commissario è quello di restringere il campo delle ricerche escludendo dalla lista delle persone scomparse quelle che si sono allontanate volontariamente (quasi i due terzi del totale) e quelle che si ritrovano, per un triste destino, senza nome in una camera mortuaria. Con l’esame del Dna e grazie alle tecnologie più moderne si può infatti cercare di ridargli un’identità .
Il prefetto Rino Monaco, poliziotto che si è fatto le ossa alla guida della Squadra mobile di Roma contribuendo a catturare figure di spicco della mafia oggi, con l’esperienza dell’investigatore doc, rincorre le vite sospese di tutti coloro dei quali si è persa ogni traccia. Tra i casi più eclatanti degli ultimi anni ricordiamo la scomparsa improvvisa di Angela Celentano e Denise Pipitone due bambine sottratte alle famiglie in tenera età e di cui non si è saputo più niente. E molte sono le richieste d’aiuto che giungono all’ufficio del Commissario straordinario da parte dei familiari che non hanno più notizie dei loro cari.
In pochi mesi di attività il Commissario straordinario ha già risolto alcuni casi. A 7 anni di distanza dalla scomparsa di un pensionato, uscito per buttare l’immondizia e non tornato a casa, grazie al test del Dna si è riusciti, per esempio, a dare un nome (e una sepoltura) al cadavere di un uomo conservato nella cella frigorifero dell’istituto di Medicina legale di Pisa.
Altro caso risolto è quello di una donna scomparsa da 34 anni e ritrovata sepolta nel cimitero di Lauriano, vicino casa, all’insaputa dei familiari. A volte il corpo di una persona cara può essere infatti anche a pochi chilometri da casa senza che nessuno lo sappia.
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