I nonni a Monza: presentazione dello studio del prof. Farnetan

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Monza: Martedì 23 febbraio alle ore 21 allUrban Center è in programma un incontro sulla prevenzione dal titolo "Il decalogo per la salute dei figli” tratto dall Enciclopedia del genitore (Mondadori) di Italo Farnetani.

Lincontro sarà moderato dallAssessore alla Salute Marco Baldoni e i relatori saranno Italo Farnetani e Cesare Ghitti.

In particolare verrà affrontato un punto del decalogo, quello relativo al ruolo svolto dai nonni nella vita dei bambini.

Italo Farnetani, autore anche del libro Nonni autorevoli edito da Mondadori ha condotto una stima basata sui dati ISTAT per valutare la presenza e lattività dei nonni italiani.

Studio del professor Italo Farnetani: a Monza i nonni fanno risparmiare alle famiglie 80 milioni di euro ogni anno

Il professore Farnetani ha effettuato uno studio relativo alla città di Monza che verrà presentato nel corso dellincontro del 23 febbraio allUrban Center:

Ogni anno 2 mila monzesi diventano nonni per la prima volta e 2.500 che sono già nonni, lo diventano nuovamente.
A Monza vivono 24.835 nonni, 11.475 maschi e 13.360 femmine. Hanno 72.000 nipoti una media di 3 nipoti per nonno.

I nonni di Monza hanno un record nazionale perché sono quelli che hanno i nipoti più piccoli, infatti 19.150 ha nipoti di età inferiore a 14 anni (è il 77,1% del totale dei nonni, mentre la media nazionale è 71,6%). Considerando che più sono piccoli i nipoti, più hanno richieste di custodia, educative e di relazione con i nonni, questo implica un loro maggior coinvolgimento.

In effetti 5.450 nonni accudiscono i nipoti mentre i genitori lavorano (il 28,5% rispetto alla media nazionale del 24,4%), mentre 5.100 si prendono cura dei nipoti durante gli impegni occasionali dei genitori (a Monza sono il 26,6% rispetto alla media nazionale del 24,5%); 2.125 (11,1%) nonni accudiscono i nipoti quando i genitori escono per il tempo libero; 2.000 (10,4%) durante i periodi di vacanza.

Questo coinvolgimento dei nonni monzesi non è dettato da una mancanza di servizi o strutture sociali, infatti quando il bambino è ammalato sono coinvolti meno degli altri nonni italiani (il 7,8% di Monza rispetto al 9,3% della media italiana), è un coinvolgimento dettato da un reale legame affettivo e familiare.

Limpegno dei nonni monzesi determinano anche un notevole risparmio economico pari a circa ottanta milioni di euro allanno.

La relazione affettiva ed educativa dei nonni è anche favorita dalla vicinanza abitativa: infatti se solo 1.365 nonni convivono con i nipoti (è il 5,5% rispetto alla media nazionale del 7%), abitano molto vicini; 3.250 abitano nello stesso caseggiato, mentre uno su tre, cioè 8.900 nonni (il 35,9%) vive a meno di un km di distanza dai nipoti. Se i nipoti vivono in un altro Comune, per un nonno su cinque (il 19%), l’abitazione dei nipoti è a meno di 16 km. Questa vicinanza permette a 10.730 nonni di vedere i nipoti tutti i giorni (43,2%). QuandoQuan i nonni non possono vedere i nipoti comunque telefonano loro tutti i giorni (8.320 pari al 33,5%).

"La vicinanza – afferma il professor Italo Farnetani che ha svolto lo studio che verrà presentato il 23 febbraio - permette ai nipoti di frequentare i nonni traendone benefici affettivi e la presenza di modelli educativi in sinergia con i genitori. Questa vicinanza dimostra che in Italia la famiglia nucleare non esiste, perché è "allargata” dai nonni. La seconda interpretazione è di tipo economico: se i figli abitano vicino ai genitori significa che non si sono dovuti spostare o migrare per trovare lavoro, cioè leconomia reale ha dato opportunità di lavoro e il territorio ha garantito abitazioni e servizi. I dati dimostrano che i nonni sono presenti e affettuosi verso i nipoti e disponibili verso i figli, infatti si prendono cura dei nipoti in occasione dei vari impegni dei genitori”.

IL DECALOGO PER LA SALUTE DEI FIGLI
TRATTO DA: ENCICLOPEDIA DEL GENITORE”(Mondadori) DI ITALO FARNETANI

1. Aria aperta Piace e fa bene. I giochi che si possono fare all’aria aperta sono sempre i più graditi. Un luogo privilegiato per stare allaria aperta è rappresentato dai parchi pubblici,perché offrono vari vantaggi:danno la possibilità si incontrare i coetanei;l’aria è sempre meno inquinata che all’interno delle stanze, inoltre l’organismo è una macchina fatta per muoversi, pertanto sta bene quando è in funzione, cioè si muove e si combatte la tendenza al soprappeso e all’obesità, per questo nei parchi o comunque allaria aperta si possono attuare i primi tre punti della "Regola delle 4 C” Significa: camminare, cane, ciclismo, comportamento alimentare. Sono i quattro sistemi per combattere in modo efficace la tendenza alla vita sedentaria, perché il soprappeso e l’obesità si contrasta muovendosi, cioè consumando di più, che mangiando di meno, infatti il bambino ha bisognosi assumere i vari principi nutritivi utili per la crescita. Camminare, soprattutto a passo veloce si consumano 500 calorie in unora e sono moltissime se si pensa che con la corsa e la pallacanestro se ne consumano 600 e con il calcio 650. Avere un cane è l’occasione per uscire, e per il bambino anche per correre insieme. Ricordiamo a questo proposito che la presenza di un animale in casa, cane o gatto, è utile allo sviluppo psicoaffettivo di un bambino perché gli mette accanto una presenza viva, mentre è circondato da presenze inanimate come computer, televisione, videogiochi. La terza C è il ciclismo. Andare in bicicletta piace e oltre che far consumare calorie, è un modo piacevole anche per stare insieme a genitori e nonni. Infine il comportamento alimentare: consumare sempre la prima colazione; contrariamente a quanto si può pensare, se si mangia al mattino si “ingrassa“ meno. è importante anche limitare l’assunzione di pane, pasta, dolci, che sono i più ricchi di calorie.

2. Sport Il bambino può iniziare a praticare attività sportiva non agonistica dopo aver compiuto 6 anni di età, ma già a 3 anni si può iniziare nuoto e ginnastica mentre per tennis e scherma si deve attendere che abbia compiuto 8 anni. Da sei in poi deve praticare sport almeno unora al giorno per 5 giorni alla settimana. Lo sport deve essere praticato solo per divertimento e scelto dal bambino con la massima libertà spesso la scelta è basata sulle mode e le preferenze degli amici. Spesso cambiano anche le motivazioni che hanno condizionato la scelta, si fanno nuovi amici, nascono nuove mode, il bambino cresce e vuole cambiare. Anche in questo caso i genitori lo devono lasciare libero di decidere, ma possono stare tranquilli perché lo sport fa sempre bene alla salute pertanto è bene che il bambino scelga quello che vuole in modo che possa divertirsi.

3. Alimentazione Le regole da seguire sono tre. Innanzitutto il bambino non deve mai mangiare al di fuori dei cinque pasti principali, che sono: prima colazione, spuntino a metà mattinata, pranzo, merenda, cena. La seconda regola da seguire è di far ruotare i vari cibi, sia perché il bambino tende ad annoiarsi rispetto a una dieta monotona, ma anche perché la varietà permette una rotazione dei cibi che garantisce l’apporto di tutti i principi nutritivi. Infine si deve ricordare che i bambini italiani mangiano troppa carne e poco latte e formaggi. La carne va mangiata in media 4 volte la settimana, il pesce 3 volte, i formaggi 3-4 volte, salumi 2-3 volte, uova 2 volte. Verdura e frutta sia a pranzo sia a cena. è importante però che l’alimentazione preveda la presenza di piatti tipici della regione e della città del bambino, perché è u sistema per costituire quelle radici storiche e affettive che sono i sicuri punti fermi che garantiscono i punti di “ancoraggio“ psicologici e affettivi quando l’organismo del bambino e dell’adolescente cambia radicalmente durante la crescita. Il momento dei pasti in famiglia è fondamentale, sempre effettuati con la televisione spenta, perché la

4. Famiglia è il principale elemento che determina la salute del bambino. Se in famiglia c'è un ambiente psicoaffettivo valido, il bambino sarà sereno e potrà dedicare tutte le proprie energie alla crescita. I genitori devono pertanto essere autorevoli. Devono dimostrare di essere in grado di condizionare l’ambiente, perciò trasmettere sicurezza, ma nello stesso tempo devono mettere i limiti ai figli che sono i “paletti“ che indicano la strada da seguire. è essenziale il dialogo genitori-figli, infatti ogni scelta educativa deve essere sempre motivata e spiegata. La casa deve abituare i genitori a costruire quelle solide radici che aiutano i figli nella crescita, perciò deve “parlare“, cioè deve raccontare la storia della famiglia, perciò deve essere arredata con cura, con le fotografie della famiglia, i souvenir dei viaggi…. Contrariamente a ciò che si ritiene, in Italia non esiste la famiglia nucleare, perché è una famiglia “allargata“ dai

5. Nonni Infatti tre su quattro abitano a una distanza inferiore a un chilometro dai nipoti, per questo li possono frequentare molto, nell’80,9% dei casi, li vedono una o più volte la settimana, e nel 66,5% dei casi telefonano loro una o più volte la settimana. I nonni costituiscono il “secondo cerchio della famiglia“, infatti il primo è formato da genitori e figli. I nonni non devono interferire sulle scelte educative dei genitori, cioè sui “paletti“, ma è essenziale la loro funzione. Costituiscono una presenza affettivamente forte che forma le radici familiari, ma sono anche un esempio e un modello da seguire. Per trasmettere tutti questi elementi è importante parlare con i nipoti. Bambini e adolescenti infatti hanno sempre più bisogno di ascoltare storie, ma non le favole, ampiamente superate dai filmati, ma le storie che si riferiscono all’ambiente circostante, per questo il

6. Territorio Acquisisce oggi un elemento essenziale per la crescita dei bambini. Bambini e adolescenti hanno sempre più bisogno di adulti che parlino e raccontino loro storie. I luoghi in cui il bambino è nato e cresce, formano le radici, ma non soltanto per gli ambienti familiari, ma anche per il tessuto umano presente, pertanto genitori e nonni devono raccontare non solo la storia dei luoghi, ma anche la storia delle persone, degli amici, di coloro che lavorano, o delle persone che si incontrano. Anche la

7. Scuola Deve costituire queste radici. Perciò è utile il racconto di chi ha studiato nella scuola che frequenta il bambino, ma soprattutto deve essere un elemento che permette di stare in mezzo ai coetanei. I compagni di classe costituiscono il primo gruppo di pari. I genitori e i nonni dovranno cercare di far frequentare i compagni anche al di fuori dell’orario scolastico. I genitori hanno un compito specifico nei confronti della scuola, devono far capire ai figli che è un elemento importante, ma nello stesso tempo devono far capire che loro si aspettano dai figli che si impegnino seriamente, dopo i risultati scolastici non hanno importanza. I genitori dovranno anche integrare lo svolgimento dei compiti a casa con la salute dei figli. Le ore migliori sono dalle 15 alle 17, dopo, l’apprendimento decresce in modo progressivo. Finiti i compiti è necessario fare l’ultimo sforzo che è quello di preparare lo zainetto, in modo che si mette da parte la scuola fino al giorno successivo. Attenzione però che è importante curare l’

8. Igiene del sonno Il periodo che segue la cena e che precede il momento di addormentarsi deve essere particolarmente tranquillo, la famiglia deve essere riunita, ma il clima deve essere rilassante. Va bene guardare la televisione, ma mai programmi violenti o con particolare tensione. Una situazione controversa all’interno delle famiglie è quella dell’ora di andare a letto. Il momento giusto è quello in cui al bambino “si chiudono gli occhi“, cioè non sta a letto sveglio, abitudine che favorisce l’instaurarsi dell’insonnia, ma che il giorno successivo sta bene, cioè non sbadiglia, o è irritabile o ha mal di testa. I genitori devono semplificare al massimo il momento di andare a letto, perciò non devono sfruttare queste occasioni per dare direttive educative o preparare vestiti o zaino per il giorno successivo. l’unico impegno è quello di spazzolarsi i denti. Al mattino si deve ricordare che servono otto minuti per svegliarsi, pertanto in questa fase il bambino può guardare la televisione. Il bambino non va mai svegliato troppo tardi perché deve avere un tempo sufficiente per consumare la prima colazione.

9. Controlli medici è normale che i bambini si ammalino alcune volte all’anno, perché per loro è l’“apprendimento immunologico“. Ogni volta che si ammalano fabbricano le difese immunitarie che li proteggeranno negli anni successivi. In media un bambino nei primi sei anni di vita si ammala 5-6 volte all’anno. Se il bambino sta bene non deve eseguire esami del sangue di routine, ma è sufficiente il controllo dal pediatra, una volta al mese nel primo anno, poi a 18 mesi. Dai 2 anni in poi è sufficiente un controllo annuale. A 3 anni è consigliato un controllo dall’oculista e dall’odontoiatra. Ricordare sempre di eseguire le

10. Vaccinazioni Che sono la più grande scoperta della storia della medicina. In genere vengono eseguite entro i primi 12-15 mesi di vita. Quelle obbligatorie sono contro poliomielite (tipo SALK), difterite, tetano, epatite virale di tipo B, raccomandate quelle contro pertosse, H. influenzae tipo B, morbillo-rosolia-parotite-varicella, meningococco C, pneumococco. Per le adolescenti è proposta la vaccinazione anti-papillomavirus. Lantiinfluenzale è indicata per i bambini con malattie croniche o di lunga durata