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Andrei il bambino di 9 anni, Muore! Voleva solo essere libero

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È di oggi la notizia che strazia il cuore, il tragico destino di #Andrei, un innocente bambino di soli 9 anni, strappato alla vita nel tentativo di assaporare la libertà che gli era stata negata. La sua unica colpa era quella di trovarsi nel luogo sbagliato al momento sbagliato; avrebbe dovuto essere con la sua famiglia, ma questa possibilità gli è stata ingiustamente negata. Alle 11:54 è giunta in redazione la testimonianza di questa struggente vicenda: Andrei si trovava in una Casa Famiglia, un luogo che avrebbe dovuto essere rifugio, ma da cui fuggì con il desiderio di riabbracciare i suoi cari. Questo racconto dilaniante getta una luce oscura sulla realtà dei bambini all'interno delle strutture di accoglienza. La professoressa Vincenza Palmieri, presidente dell'INPEF e consulente tecnico, esprime il dolore condiviso che questa tragedia ha scatenato in ognuno di noi.

La triste storia di Andrei: un bambino in cerca di libertà

La vicenda di Andrei mette in evidenza la realtà cruda e spesso sottovalutata delle strutture di accoglienza per bambini in Italia. Andrei, a soli 9 anni, ha cercato la libertà, fuggendo da una Casa Famiglia nella speranza di riunirsi con la sua famiglia. Tuttavia, la sua fuga si è trasformata in una tragedia che solleva interrogativi sul sistema di accoglienza e sul coinvolgimento della Filiera Psichiatrica.

«La tragica vicenda riportata dai quotidiani il 16 gennaio 2024, che ha colpito Verolengo, in provincia di Torino, ha portato alla luce la sconvolgente morte di Andrei Revene, un bambino moldavo di soli 9 anni. La sua fuga dalla comunità Mafalda di Verolengo, dedicata all'accoglienza di bambini e ragazzi con storie dolorose, ha avuto una fine drammatica sulla linea ferroviaria alle porte del paese. Correndo veloce nel buio, Andrei ha perso la vita mentre cercava, con ogni probabilità, di attraversare la linea ferroviaria. Inconsapevole dell'arrivo imminente di un convoglio, è stato travolto e scaraventato sulla massicciata, in un impatto violento e devastante. La sua fuga motivata dal desiderio di tornare a casa, è stata tragicamente interrotta sui binari della stazione di Borgo Revel. Nonostante la morte immediata del piccolo Andrei, le prime ricostruzioni indicano che il macchinista potrebbe non essersi accorto dell'incidente e avrebbe proseguito la corsa del treno. Questo elemento aggiunge un'ulteriore dimensione di tragedia a un evento già doloroso, lasciando spazio a interrogativi sulla consapevolezza dell'incidente da parte del conducente del treno. La comunità di Verolengo è ora segnata da un lutto che colpisce profondamente, evidenziando la fragilità delle vite dei bambini che, nonostante l'amore e l'accoglienza della comunità Mafalda, possono essere tristemente spezzate in un attimo.»

Nel suo articolo, la professoressa Vincenza Palmieri sottolinea la responsabilità collettiva di tutti noi nel consentire che tragedie simili accadano. La concezione che "i Bambini appartengono allo Stato" è critica, e la mancanza di attenzione ai bisogni emotivi e psicologici dei bambini nei centri di accoglienza è evidente. La questione dell'"inidoneità genitoriale" spesso si traduce in una detenzione involontaria in strutture che, secondo la Palmieri, assomigliano più a carceri che a luoghi di cura.

La professoressa Palmieri critica aspramente il ruolo delle CTU (Consulenze Tecniche d'Ufficio) e delle strutture che gestiscono la vita delle famiglie. Sottolinea il pericolo delle decisioni prese da individui senza competenze adeguate, che possono portare a tragedie come quella di Andrei. Il potere dato a queste figure all'interno della Filiera Psichiatrica viene messo in discussione, con l'articolo che denuncia casi di abusi, isolamento, e comportamenti devianti.

QUANDO MUORE UN BAMBINO CHE VOLEVA SOLO ESSERE LIBERO SIAMO TUTTI COLPEVOLI

di Vincenza Palmieri – dedicato ad Andrei, 9 anni, scappato da una Casa Famiglia –

Non si può scrivere sul corpo caldo di un bambino che voleva solo essere libero. Se non per affermare con forza che siamo TUTTI COLPEVOLI.

Visto che "i Bambini appartengono allo Stato", come da altre parti sostenuto, e "non a mamma e papà", non possiamo pensare che i colpevoli siano solo gli operatori delle strutture che non hanno alzato ancora di più le sbarre e le barriere; quanto la Filiera Psichiatrica che, da sfondo integratore, permette che i Bambini siano prigionieri, in Italia.

Sentiamo parlare, ripetutamente, fino alla noia (una noia condita da paroloni più o meno scientifici) di "inidoneità genitoriale" a cui si pone rimedio con la "messa in sicurezza" all’interno di queste strutture. Ma, in realtà, dobbiamo dire le cose come stanno: queste sono Carceri, sono TSO e Manicomi per Bambini.

E, dunque:

  • finché si continuerà a riempire le stanze delle CTU che spadroneggiano nelle vite delle Famiglie;
  • finché si darà potere a chi non ha nessuna competenza, neanche interpretativa di fatti, comportamenti e reazioni;
  • finché saranno queste persone, queste strutture, queste procedure a occuparsi di bambini piccoli, di madri indifese, di padri smarriti;
  • finché il potere sarà dato a questi singoli garantiti e protetti dalla Filiera;

allora, avremo ancora:

  • Bambini che muoiono sotto un treno,
  • Bambini che muoiono soli di tumore nelle Comunità in cui non è neanche concesso di vedere i genitori,
  • Genitori e Nonni che muoiono senza che sia concesso loro di salutare per l'ultima volta i propri figli o nipoti,
  • Bambini che si suicidano all’interno delle strutture,
  • Bambini che lì imparano comportamenti devianti,
  • Bambini che conoscono e fanno uso di droghe dentro le Case Famiglia,
  • Bambini che vengono sedati, legati nelle Case ad Alto Contenimento, o minacciati di continuo di essere trasferiti in Psichiatria,
  • Bambini che vengono stuprati nelle Comunità,
  • Bambini che muoiono e i cui Genitori vengono a sapere della loro scomparsa solo mesi dopo, senza poter conoscere nemmeno dove siano stati seppelliti.

E se questi sono "solo fatti eccezionali" e non la regola - perché tutto il resto è composto da brave persone e buone strutture - questo non significa che si possa voltare lo sguardo altrove.

Perché finché un solo bambino soffrirà qualcosa del genere, finché anche un solo bambino sarà "resettato*", tutti i bambini soffriranno in egual misura.

Perché ogni bambino è tutti i Bambini. E tutti i Bambini sono nostri Figli.

Vincenza Palmieri, Presidente INPEF, Consulente Tecnico

In conclusione: La storia di Andrei mette in luce la necessità di un esame approfondito delle pratiche e delle politiche di accoglienza per i bambini in Italia. Il sistema attuale solleva dubbi sulla sua efficacia nel fornire un ambiente sicuro e sano per i bambini che ne hanno bisogno. L'appello della professoressa Palmieri richiama l'attenzione su una realtà dolorosa che richiede azioni concrete per garantire che ogni bambino possa crescere in un ambiente amorevole e protetto.

Glossario

  • CTU (Consulenze Tecniche d'Ufficio): Procedura attraverso la quale viene richiesta l'opinione di un esperto, spesso in ambito legale o medico, al fine di acquisire informazioni tecniche o consulenze in una determinata materia.
  • TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio): Misura di carattere sanitario che prevede l'obbligo di sottoporsi a specifici trattamenti medici, solitamente utilizzata in situazioni di emergenza psichiatrica.
  • Filiera Psichiatrica: Sistema di interventi e procedure in ambito psichiatrico che coinvolge diverse fasi, dalla diagnosi al trattamento, con l'obiettivo di fornire assistenza alle persone con disturbi mentali.
  • Casa Famiglia: Struttura di accoglienza dedicata a minori che, per varie ragioni, non possono vivere con la propria famiglia di origine. L'obiettivo è offrire loro un ambiente familiare e protetto.
  • Manicomio: Termine utilizzato in modo critico per riferirsi a strutture di cura psichiatrica, spesso connotato da un'immagine negativa e datata.
  • CTU (Consulenze Tecniche d'Ufficio): Procedure legali che coinvolgono il parere di esperti tecnici per valutare aspetti tecnici o scientifici in contesti giuridici.
  • Case ad Alto Contenimento: Strutture che forniscono un ambiente altamente controllato e sicuro, spesso utilizzato in contesti di salute mentale.
  • Resettato: Termine coniato per indicare la perdita dell'identità o della personalità di un individuo, spesso associato a pratiche discutibili all'interno delle strutture di accoglienza.
  • Inidoneità Genitoriale: Concetto utilizzato per giustificare il distacco dei minori dalla custodia dei genitori quando questi non sono ritenuti idonei a garantire il loro benessere.
  • INPEF (Istituto Nazionale per la Promozione del Benessere dei Minori): Organizzazione impegnata nella promozione del benessere dei minori e nella consulenza tecnica in ambito legale e psicosociale.