2020064
PARTITO DELLA
Alternativa Monarchica
alternativamonarchica@gmail.com
Reggenza Nazionale P.d.A.M.
LETTERA APERTA
Oggetto: risposta a Giovanni Sarubbi direttore de Il Dialogo
Rif.: articolo "Io VOTO NO, Travaglio permettendo!"
Link: http://www.ildialogo.org/editoriali/direttore_1600..." target="_blank" rel="nofollow">https://www.ildialogo.org/cEv.php?f=http://www.ild...
Allegati: articolo "Io VOTO NO, Travaglio permettendo!"
23/09/2020
Egregio Direttore Giovanni Sarubbi,
ho letto con attenzione il suo articolo "Io VOTO NO, Travaglio permettendo!" e, dato che la questione del voto è ormai superata, grazie alla grande vittoria del sì, mi limito a delle precisazioni sulla questione delle leggi razziali da lei tirate in ballo. Prima di tutto vorrei far presente che la maggioranza dei monarchici italiani di oggi sono nati in repubblica e quei pochi che sono nati durante il regno di Vittorio Emanuele III erano dei ragazzi o dei bambini; la maggior parte di noi se non la quasi totalità, non è affatto razzista, sebbene vorremmo tornare a uno Stato serio che consenta solo una immigrazione legale e legittima. Inoltre il Principe Emanuele Filiberto di Savoia a suo tempo ha chiesto scusa per le leggi razziali, cosa a mio parere superflua, perché, come ho già sostenuto in passato, le accuse a suo bisnonno sono semplicemente infondate:
1) dette leggi razziali non potevano che essere firmate dal Capo dello Stato perché suo dovere (Statuto Albertino) di Capo di Stato costituzionale. Inoltre egli non aveva alternativa: se non l’avesse fatto il fascismo avrebbe molto probabilmente rovesciato la Monarchia e il Paese sarebbe caduto completamente nelle mani del fascismo.
2) Vittorio Emanuele III firmò con riluttanza e inoltre fece di tutto per ostacolarle, rimandandole indietro, con Mussolini, diverse volte (pare sei volte), richiedendo modifiche ed eccezioni atte, nei limiti del possibile, a renderle più docili.
3) Le leggi razziali non erano comunque tese allo sterminio degli ebrei, circostanza che si verificò solo ed esclusivamente nelle regioni sotto la Repubblica Sociale Italiana, stato satellite del Terzo Reich o dopo la deportazione verso altri Stati.
4) Nessuno, nel 2008, ha incolpato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per quanto stabilito circa le impronte digitali degli zingari rom. Il fatto che il provvedimento, a seguito delle proteste internazionali e nazionali, sia poi stato esteso a tutti i cittadini residenti sul territorio, non cambia nulla perché l’intenzione, che si traduce in discriminazione razziale, non muta. Inoltre ciò infrange una norma europea, perché la Romania è nell'Unione Europea dal gennaio 2007 e questo ingresso ha fatto dei romeni dei cittadini europei, quindi anche i rom sono diventati cittadini europei, visto che in Romania erano e sono cittadini romeni. Di ciò, pur ritenendolo discriminatorio, il P.d.A.M. non ha mai accusato Giorgio Napolitano, perché comprendiamo come funziona lo Stato.
5) fu proprio Re Vittorio Emanuele III che a Brindisi le abrogò.
È bene porre in evidenza che il Partito della Alternativa Monarchica non ha mai sostenuto in alcun modo le leggi razziali e riteniamo che la colpa delle leggi razziali deve essere imputata a chi le ideò, non di chi non aveva alternativa alla firma.
Matteo Cornelius Sullivan
Reggente del Partito della Alternativa Monarchica
Ultimi Articoli
Estate al Castello 2026: tre serate tra mente, arte e ambiente con il Teatro Carcano
Primo raduno ufficiale BMW Club Piemonte 2026 al GD Hotel di Pozzolo Formigaro
Perché continui a tradurre in testa quando parli inglese.
Come allenare la mente a pensare direttamente in inglese
Concerti estivi a Milano, confermato il piano anti-caos: più TPL, limiti orari e contributo degli organizzatori
MUDEC, nuova concessione: più spazi espositivi e programmazione internazionale
LumbarDialett, la Lombardia lancia la raccolta di parole dialettali con il supporto Treccani
NO al bullismo e cyberbullismo: a Sesto la - patente smartphone- per gli studenti
Sangue e plasma sugli elicotteri lombardi: in un anno 105 vite salvate con il progetto Blood on Board