Mediazione penale: problemi normativi e pratici

Questa strategia riparativa, adottata per i reati minori, sarà oggetto di dibattito nel convegno: “Mediazione penale: quali prospettive?” organizzato dall’Istituto di ricerca sui sistemi giudiziari (Irsig) del Cnr, che si terrà il 20 gennaio a Roma. Durante l’incontro verranno discussi i risultati di alcune indagini sulla sua-  applicazione in Italia.

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Entro marzo 2006 la mediazione penale dovrà essere adottata da tutti paesi dell’Unione Europea.-  Lo prevede-  una decisione quadro del Consiglio della UE: ogni nazione dovrà dunque predisporre le norme e le procedure per-  applicare questa strategia giudiziaria riparativa. Di cosa si tratta esattamente?-  “La mediazione penale” spiega la dr.ssa Anna Mestitz dell’Istituto di ricerca sui sistemi giudiziari (Irsig) del Cnr “è una strategia rieducativa per autori di reato adulti e minorenni. L’incontro tra la vittima e il soggetto colpevole di reato, alla presenza di uno o più mediatori, ha lo scopo di superare il conflitto relazionale e di riparare il danno”. A tale argomento è dedicato il convegno: “Mediazione penale: quali prospettive?” organizzato dall’Irsig-Cnr, che si terrà a Roma, il 20 gennaio, alle ore 9.15, presso la sede dell’Ente in piazzale Aldo Moro, 7.

Durante l’incontro verranno discussi i risultati di due indagini condotte dall’Irsig, la prima intervistando con questionari i mediatori di 8 centri di mediazione penale delle maggiori città italiane e la seconda intervistando i magistrati minorili delle stesse sedi. I risultati delle ricerche sono stati pubblicati nel volume: Mediazione penale: chi, dove, come e quando, a cura di Anna Mestitz.

La mediazione penale è considerata, nei molti paesi in cui è applicata, uno strumento efficace per ridurre la recidiva, prevenire la criminalità e diminuire i costi del sistema giudiziario penale. “Dalle indagini” spiega Mestitz “emerge che l’Italia rispetto agli altri stati presenta una situazione anomala: la mediazione penale è applicata esclusivamente nella giustizia minorile da circa un decennio, seppure non esistano norme specifiche. Viceversa-  la legge prevede che i giudici di pace possano utilizzarla con gli autori di reato adulti, ma di fatto pochissimi casi sono inviati ai centri e servizi specializzati”. In Spagna (Catalogna), Lussemburgo, Norvegia, circa il 17% dei casi denunciati riguardanti minorenni vengono inviati in mediazione, in Austria circa il 15%, in Svezia il 7%, in Germania il 4%. In Italia non esistono statistiche nazionali, ma un calcolo effettuato da Mestitz sui dati forniti da 6 centri per la mediazione, mostra che in tali sedi, nel 2000, i casi mediati erano l’8% di tutte le denunce presentate alle 6 rispettive Procure per i minorenni.

“Un dato positivo anche se non è una percentuale nazionale. In Italia, durante la seconda metà degli anni ’90, in media, ogni anno, il ricorso alla mediazione è raddoppiato nelle sedi giudiziarie dove esistono i centri. Tuttavia il 60% dei mediatori intervistati ha trattato circa 15 casi l’anno, che corrisponde a poco più di un caso al mese (1,4). Davvero poco, ma ciò dipende dal fatto che la maggior parte dei mediatori si dedica part time a questa attività , e il gruppo maggioritario, il 46%, solo 6-10 ore alla settimana”.

Quali sono gli ostacoli ad una più ampia diffusione della strategia giudiziaria? Tra queste, la mancanza di norme e procedure, lo scarso coordinamento tra mediatori, autorità giudiziarie e/o servizi sociali, il difficile coinvolgimento di vittime e autori di reato, le esigue risorse umane e finanziarie. Un aspetto sul quale concordano le ricerche svolte su-  diversi gruppi di operatori (magistrati, mediatori esterni e operatori dei servizi di giustizia minorile), è che nella prassi l’Italia è in linea con altri paesi dell’UE, perché i 3/4 dei casi vengono inviati in mediazione dal pubblico ministero nella fase delle indagini, mentre solo un quarto dal giudice dell’udienza preliminare. “In conclusione” prosegue Mestitz “i risultati rivelano la carenza-  di politiche pubbliche chiare e determinate, nonchè di una nuova normativa che sancisca la collocazione della mediazione penale nella fase pre-processuale, per evitare ai minori le conseguenze negative dall’entrata nel circuito penale. Per altro verso, i giudici di pace dovrebbero cominciare ad applicare le norme che già esistono e consentono di ricorrere alla mediazione di reato anche per gli adulti”.

Il convegno sarà aperto dal prof. Giovanni Conso, presidente emerito della Corte Costituzionale e presidente dell’Accademia dei Lincei. Interverranno il prof. Giuseppe Di Federico, direttore dell’Irsig-Cnr e componente del Consiglio Superiore della Magistratura e il sen. Antonino Caruso, presidente della Commissione Giustizia Senato.

La scheda
Che cosa: Convegno: “Mediazione penale: quali prospettive?”
Chi: Istituto di ricerca sui sistemi giudiziari (Irsig) del Cnr, Bologna
Quando: 20 gennaio, ore 9,15
Dove: aula Marconi del Cnr, piazzale Aldo Moro, 7,-  Roma

Per informazioni: dr.ssa Anna Mestitz, Istituto di ricerca sui sistemi giudiziari (Irsig) del Cnr, Bologna, tel. 051/2756226-11, cell. 348/4124626,
mestitz@irsig.cnr.it
Ufficio Stampa Cnr: Sandra Fiore, tel. 06/49933789-3383, sandra.fiore@ufficiostampa.cnr.it

Dr.ssa Sandra Fiore
Ufficio stampa Cnr
sandra.fiore@ufficiostampa.cnr.it