LA RIDUZIONE DELL’ALIQUOTA DAL 43 AL 39 PER CENTO PER I REDDITI SUPERIORI A 33.000 EURO, PRODURRANNO ALMENO 1.000 MILIARDI DI MINORI IMPOSTE PER I RICCHI ! NON È QUESTA LA STRADA PER RILANCIARE I CONSUMI !
È L’ENNESIMO PROVVEDIMENTO A FAVORE DEL CAPO DEL GOVERNO E DI POCHI INTIMI, A DANNO DELLE TARTASSATE FAMIGLIE ITALIANE !
"Confermo che dal 1 gennaio 2005 le aliquote sul reddito delle persone saranno tre, così gli italiani avranno più soldi in tasca e potranno destinarli ai consumi e agli investimenti". Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, nel rilanciare la proposta di un riordino delle aliquote fiscali, rispettivamente al 23 per cento per i redditi fino a 23 mila euro; al 33 per i guadagni fino a 33 mila euro; del 39 per cento per i redditi superiori ai 33 mila euro, ha dimenticato di aggiungere che tale “riordino” rappresentano l’ennesimo, smaccato favore ai redditi alti che potranno risparmiare almeno 500 milioni di euro, continuando così l’opera di vero e proprio saccheggio delle tartassate famiglie italiane.
Poichè in Italia i contribuenti che hanno dichiarato redditi superiori ad 1 milione di euro sono poco più di mille (1.081) mentre ammontano a 16.987 i contribuenti con redditi superiori a 300.000 euro l’anno, la riduzione delle aliquote previste dal Governo Berlusconi di ben 4 punti, dal 43 al 39 per cento per tali “benestanti”, oltre a non far rilanciare nè i consumi e tantomeno gli investimenti, costituiranno oltre ad un sistema iniquo, l’ennesimo regalo di un esecutivo vero e proprio Robin Hood alla rovescia, che taglia ai poveri per dare ai ricchi !
Intesaconsumatori torna a chiedere serie misure per rilanciare i consumi, l’esatto contrario di appelli estemporanei a ridurre i prezzi, che in un mercato serio frutto dell’equilibrio tra domanda ed offerta, dovrebbero crollare per assenza di domanda di masse di famiglie taglieggiate ed impoverite (mentre il Governo continua a parteggiare per coloro che fanno i prezzi congelandoli e non già abbassandoli del 25-30 per cento come sarebbe equo e naturale); un bonus fiscale di 1.500 euro per le famiglie sotto i 15.000 euro, attingendo dai proventi della privatizzazione Enel ed impegnando una parte delle ulteriori privatizzazioni, fino a raggiungere la soglia di 15 miliardi di euro; una rapida approvazione della legge sul risparmio con il ripristino del reato del falso in bilancio dopo la pronuncia europea che ne ha bocciato la depenalizzazione; idonee misure ad incentivare la concorrenza ed un mercato ingessato da monopoli, oligopoli e cartelli, compreso quello bancario.
Sarebbe una ulteriore beffa per le tartassate e stremate famiglie italiane, costrette a pagare in media 600 euro pro-capite per una finanziaria dalle 13 tasse, assistere inerti all’ulteriore regalo del Governo a favore dei redditi più elevati, che non investiranno i benefici avuti per rilanciare i consumi, vero motore dell’economia, che potranno essere stimolati solo da un clima di fiducia e dalla capacità di spesa di masse di lavoratori e pensionati,quotidianamente taglieggiati da una continua, infinita speculazione col pretesto dell’euro.
http://www.intesaconsumatori.it
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