Milano: Comuni e Patto di stabilità. "Il nostro atteggiamento nei confronti del Governo è di collaborazione e non di contrapposizione”e "la posizione assunta è di fermezza ma anche di attesa delle risposte che il Governo ci darà in un tempo ragionevole, come assicurato dal Presidente Berlusconi”. Così è intervenuto questa mattina, in rappresentanza del Comune, lassessore al Bilancio Giacomo Beretta allincontro dei sindaci del nord Italia organizzato dallANCI delle regioni Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna , Friuli e Liguria che si è svolto oggi a Milano.
Lassessore Beretta dopo aver ricordato "lintenso e proficuo lavoro che il Comune di Milano sta portando avanti di concerto con ANCI”, ha portato la sua testimonianza riguardo lincontro avuto lo scorso mercoledì a Roma con il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi al quale sono state presentate le richieste dei comuni italiani, confermando di aver trovato "un interlocutore attento e disponibile a cercare soluzioni condivise”.
Le richieste presentate al Presidente Berlusconi sono state riconfermate il 20 Nov 2009, allincontro dei sindaci attraverso la votazione unanime di un ordine del giorno nel quale è chiesto che le regole del patto di stabilità interno siano modificate fin dal 2010, in modo da consentire ai Comuni di sostenere la spesa per investimenti. I Comuni chiedono inoltre che vengano immediatamente stanziate le somme necessarie al totale reintegro del mancato gettito ICI per la prima casa e la possibilità di utilizzare le giacenze di tesoreria fuori dai limiti imposti dal patto.
"Tuttavia - ha sostenuto Beretta - occorre che il governo consenta agli enti locali di aumentare la possibilità di fare investimenti, poiché essi sono in grado di generare posti di lavoro con immediate ricadute positive sul territorio. Proprio in ragione di ciò, mi sembrerebbe assurdo che il Governo, che ha stanziato ingenti contributi per la realizzazione di opere necessarie ad un evento straordinario come Expo 2015, quali le nuove metropolitane milanesi, non ci consentisse di considerare fuori dal Patto di stabilità proprio gli investimenti per la realizzazione negli anni a venire delle opere medesime”.