Roma - "Sono esterrefatto di fronte alla notizia della consegna di un premio letterario a Licio Gelli. In questi giorni un esercito di sostenitori sta bersagliando me e il movimento con messaggi di protesta chiedendoci di assumere una posizione decisa”. Questo il primo commento del presidente dell Italia dei Diritti Antonello De Pierro alla notizia dellimminente premiazione di Licio Gelli il 13 giugno al teatro Nino Manfredi di Ostia. "In una nazione civile e democratica - prosegue sdegnato De Pierro - è assurdo che ci debba essere una protesta contro un evento di questo tipo perché è assurda lesistenza stessa dellevento. Da quanto è dato sapere la giunta e il consiglio del XIII Municipio parteciperanno in massa in maniera bipartisan salvo qualche sporadica defezione. Non riesco a comprendere il senso di ciò, posso solo attribuire il fatto a pura ignoranza: probabilmente i signori in questione non conoscono le pagine dolorose, oscure e sinistre scritte da Gelli nella storia dItalia. Mi auguro che il motivo sia questo - polemizza De Pierro - non voglio neanche credere che questi, purtroppo rappresentanti istituzionali, si riconoscano nel piano di rinascita democratica della loggia P2 o in altre peculiarità della non certo invidiabile carriera criminale di Gelli.
Daltronde non dimentichiamoci che elementi presenti nelle liste scoperte nel covo del Venerabile a Castiglion Fibocchi siedono attualmente in Parlamento o addirittura nel Governo o in altri posti di grande importanza strategica”. Amara e incisiva la conclusione del presidente dellItalia dei Diritti: "Mi auguro che i rappresentanti politici che gestiscono lamministrazione di Ostia e dintorni rinuncino a presenziare a questa deprecabile iniziativa altrimenti, vista la palese mancanza di senso delle istituzioni, resterebbe unindelebile macchia sul già ampiamente criticabile governo del territorio. Comprendo che per chi è relegato ai margini della politica centrale in realtà periferiche ha obiettivamente poche occasioni per mettersi in mostra ma questo è di certo il modo e il frangente peggiori per pavoneggiarsi sotto i riflettori".