Roma - "Lintervento di Lenzi mi appare solo come unesternazione e una forzatura propagandistiche per distogliere lattenzione dagli effetti inesorabilmente deleteri della legge Gelmini”. Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, commenta così le dichiarazioni rilasciate a un importante quotidiano da Andrea Lenzi, presidente del Consiglio universitario nazionale. Secondo Lenzi, luniversità italiana è gravata dallesistenza di numerosi corsi di laurea che contano un numero esiguo di immatricolati allanno. Secondo quanto riportato, nel sostenere ciò il presidente del Cun farebbe riferimento ai dati statistici forniti dal ministero dellUniversità, secondo cui 40 corsi contano un solo immatricolato, 767 dieci o meno e 1.260 meno di quindici. Inoltre, sarebbero 235 i corsi con un solo iscritto, 1.109 con 10 o meno iscritti e 1.469 con 15 o meno iscritti.
In relazione a tali dati, De Pierro interviene dicendo: "Di fronte a tutti gli sprechi a cui la macchina istituzionale ci ha abituati, a partire dalle stanze del potere politico, ritengo assurdo sottolineare con tale enfasi situazioni di questo tipo, anche se non nego che il tutto sarebbe da prendere in esame per degli interventi revisionistici”. Secondo le rilevazioni del ministero competente, la gran parte dei corsi che presenta un numero esiguo di iscritti riguarderebbe larea sanitaria. Le professioni relative vanno dallostetricia alla dietistica, dallortottica alla radiologia medica, dalligiene dentale alle tecniche di neuro fisiopatologia. A questo proposito, De Pierro afferma: "Di fronte alla necessità di alcune figure professionali di grande importanza, soprattutto nel settore sanitario, tra laltro fortemente penalizzato e sulle cui inefficienze si è soliti puntare il dito, è inconcepibile pensare a tagli indiscriminati”. E aggiunge: "Non si può azzerare un corso di laurea per ruoli lavorativi di rilievo, solo per il fatto che ci sono poche adesioni”. In conclusione il presidente dellItalia dei Diritti invita Lenzi a riflettere su quanto sostenuto.
"Mi auguro che il presidente del Cun valuti quanto detto - specifica - senza sparare a zero su situazioni che, se affrontate in maniera sbagliata, non farebbero altro che acuire la penalizzazione e il disagio dei cittadini, già piuttosto rilevanti”