embargo su armi rimane, la Cina è indietro sui Diritti Umani

Prodi svende Taiwan e vende armi alla Cina comunista : Prodi fa il gioco di Pechino dichiarazione di della vedova deputato di RL Riformatori liberali. Intanto l’Unione Europea, smentisce Prodi: embargo su armi rimane, la Cina è indietro sui Diritti Umani. Di Duilio Pacifico.

ROMA : Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, deputato Presidente dei Riformatori Liberali R.L

Il bilancio politico degli incontri di Prodi con le massime autorità del regime di Pechino è chiaro. Via libera italiano alla fine dell’embargo sulla vendita di armi e via libera italiana alla politica di “una sola Cina”, cioè ai propositi di invasione militare di Taiwan (cioè della “Cina democratica” ) da parte della “Cina Comunista”.

Sui diritti umani e sulle libertà civili e religiose, sarebbe stato meglio che, a quel punto, Prodi avesse scelto la strada del silenzio, anzichè quella di un esplicito appeasement condito di parole come “cooperazione e dialogo”, che non significano assolutamente nulla, poichè non contengono richieste precise e non comportano risposte concrete.

Fortunatamente, a stretto giro di posta, è intervenuto il portavoce della Commissione Europea, non solo per smentire l’abolizione dell’embargo sulle armi da parte dell’U.E, ma anche per affermare, a chiare lettere, che “i progressi della Cina in materia di diritti umani non sono ancora avvenuti”. D’altra parte, la cancelliere Angela Merkel, nella sua visita in Cina di pochi giorni fa, aveva ribadito la sua indisponibilità " a differenza del suo predecessore " a discutere la fine dell’embargo europeo nella fornitura di armi a Pechino.

Negli ultimi anni, come l’intera dissidenza cinese denuncia, la situazione delle libertà in Cina non è migliorata, bensì peggiorata innanzitutto perché alcuni paesi europei (in primis la Francia, e la Germania pre-Merkel di Schroeder) hanno scelto, per opportunismo miope, di offrire una sponda politica a Pechino, e di non isolarla politicamente, di fronte alle richieste di cambiamento avanzate a gran voce dall’amministrazione americana.

Prodi è l’ennesimo " anche se il più esibitamene “entusiasta”, e il più smaccatamente “complice” " politico italiano ed europeo che si presta a questo gioco pericoloso.

Avevamo chiesto a Prodi, con tutta la Cdl, un gesto concreto che facesse avvertire la centralità della questione dei diritti umani e delle libertà fondamentali alla leadership cinese, notoriamente del tutto indifferente alle evocazioni generiche: chiedere ufficialmente notizie di un simbolo della repressione, l’avvocato Gao Zhisheng. Il silenzio su Gao e sugli altri milioni di vittime attuali è esattamente quello che interessa al regime di Pechino.

News del 18 settembre 2006.