Un lungo intervento (oltre 20 minuti) del presidente del Milan Silvio Berlusconi, in diretta telefonica con la 'Domenica Sportiva', sull’opportunità di far giocare i rossoneri con due punte, ha scatenato ieri sera la reazione del presidente della Rai Lucia Annunziata e di diversi rappresentanti dell’opposizione.
Il presidente del Consiglio si- è a lungo intrattenuto con gli altri ospiti del programma di Raidue, parlando della lettera 'minacciata' ad Ancelotti per spiegargli i vantaggi del gioco con due punte, vantaggi che secondo Berlusconi sono stati dimostrati dalla vittoria nel derby con l’Inter. Subito dopo è giunta la telefonata della Annunziata.
"Sarebbe molto meglio se il presidente Berlusconi evitasse di occupare spazi che non sono della politica", ha detto la presidente Rai. "Non chiamo da tifosa perché non lo sono di nessuna squadra, ma perché sono un presidente di garanzia e quindi garantisco anche i vostri stipendi e vorrei dire al presidente Berlusconi che fa male ad occupare spazi che non sono della politica. Presidente, lasci stare la Rai ", ha concluso. "In questo momento, purtroppo, il suo parlare in qualità di presidente del Milan equivale ad un grande spot elettorale".
Con una successiva dichiarazione la presidente della Rai ha invitato "il direttore generale, i consiglieri e tutti i dirigenti, a riportare il funzionamento del servizio pubblico nelle linee del rispetto istituzionale".
Negli stessi minuti, Berlusconi è intervenuto anche alla trasmissione Mediaset 'Controcampo', con una lunga intervista registrata negli spogliatoi nel dopo derby.
Presidente-allenatore: bufera su Berlusconi ma anche sulla Annunziata
Comincia calcisticamente, la lunga campagna elettorale che si concluderà il 13 giugno. Alla Domenica Sportiva intervengono in sequenza il presidente del Consiglio e del Milan Silvio Berlusconi - per spiegare la sua “filosofia calcistica” - e il presidente della Rai Lucia Annunziata (non tifosa), per chiedere a Berlusconi di non invadere spazi televisivi non politici.
Ma cominciamo dal principio. Come si arriva al duetto didomenica sera? Il fatto ha il suo prologo sabato sera. Al termine del derby di Milano tra Inter e Milan, incurante della vittoria per tre a due con rimonta maturata dai suoi uomini, il primo tifoso rossonero, Silvio Berlusconi, manda un messaggio secco e chiaro all’allenatore, Carlo Ancelotti, uomo di buon carattere: il Milan deve giocare a due punte e non con una come nel primo tempo. È un fatto di filosofia: il Milan deve essere una fabbrica di spettacolo e non solo di vittorie. È il marchio calcistico Berlusconi.
La sortita presidenziale subito divide il paese: ha fatto male, perché così ha mortificato Carletto; ha fatto bene perché i soldi sono i suoi. I calciomani si spingono fino agli estremi della passione e calcolano i punti ottenuti dal Milan con i moduli utilizzati: il Milan va meglio a una o a due punte? l’esito non è chiaro a causa dei cambi in corsa. Gli allenatori si schierano. A parte Mancini e Del Neri, gli altri dicono che Berlusconi ha sbagliato: per Carlo Mazzone ha mancato di delicatezza con Carletto; per Cosmi sarcastico no comment, perché sarebbe come contraddire Gesù; Lippi ripropone un antico paragone: Giovanni Agnelli non lo avrebbe mai fatto, un pubblico richiamo mai, lui mi telefonava.
Per avere una interpretazione autentica, la Domenica Sportiva - come ha detto il direttore di RaiSport Maffei - decide di chiamare Berlusconi al telefono. E qui il presidente spiega punto per punto come la pensa. Sul rapporto tra presidente e allenatore, simile a quello tra un editore e un direttore di giornale. E su quello che vuole dal Milan, la linea editoriale
Subito arriva la replica di Lucia Annunziata, lei sì offesa. Nell’intervento del presidente del Consiglio, ravvisa gli estremi per una specie di ammonizione. E qui il fatto diventa un po’ politico e un po’ un fatto interno Rai. Il passaggio della presidente sugli stipendi garantiti, ad esempio, è stato visto come una velata minaccia. Ma il direttore di RaiSport Maffei dice esplicitamente di essere stato minacciato dalla Annunziata e raccoglie così la solidarietà dei direttori del Tg1 Mimun, del Tg2 Mazza, di Televideo Bagnardi e dell’informazione radiofonica Socillo. Il botta e risposta indiretto tra il presidente del Consiglio e quello della Rai è per molti un assaggio di quello che avverrà in Rai in campagna elettorale. Insomma in vista del - peraltro ancora lontano - 13 giugno il clima comincia a surriscaldarsi.
l’intervento telefonico di Berlusconi non è piaciuto a tutto il centrosinistra.
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