Ancora arresti per i clan camorristici: ieri mattina è toccato a Mario Caterino, soprannominato “’A botta“ considerato un super killer dei Casalesi.
Arrestato dalla Squadra mobile di Caserta, insieme ai poliziotti del Servizio centrale operativo e della Squadra mobile di Napoli, Caterino era il braccio destro del capo indiscusso del clan di Francesco Schiavone, detto Sandokan.
Il boss, inserito nell’elenco dei latitanti di massima pericolosità, era ricercato dal 2005; infatti era stato condannato all’ergastolo nell’ambito del processo Spartacus per associazione mafiosa, omicidio aggravato e estorsione.
Come ogni boss che si rispetti Mario Caterino non aveva lasciato la sua città: Casal di Principe (Caserta), lì dove gli agenti lo hanno arrestato. Si nascondeva in via Toscanini, una zona tranquilla della cittadina dell’agro Aversano, in casa di un insospettabile, alla quale era possibile accedere solo dal giardino attraverso cui sono entrati i poliziotti.
Mario Caterino era considerato fino ad oggi il numero due del clan dopo Michele Zagaria, primula rossa dell’organizzazione criminale, latitante da 16 anni.
Il ministro dell’Interno Roberto Maroni, congratulandosi per l’arresto con il capo della Polizia Antonio Manganelli, ha sottolineato che “L’operazione è frutto del lavoro pressante della task force di investigatori che lavora incessantemente, secondo il “modello Caserta“, per ripristinare la legalità in un territorio vessato dalla presenza dei Casalesi“.
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