Finalmente libera, Aung San Suu Kyi il regime birmano nonostante la farsa delle elezioni, e gli impegni presi, per la sua liberazione, con i mediatori internazionali, questo brutale regime militare fino all’ultimo secondo ha lasciato il mondo con il fiato sospeso.
Ma ora finalmente questa grande donna, nobel della pace è libera.
Da ricordare che questa grande donna avrebbe potuto tranquillamente vivere all’estero, ma non è mai fuggita di fronte a un dovere che sentiva verso il suo popolo battersi per la democrazia e per i diritti, rifiutando pure l’ultima possibilità, che questa gentaglia al potere, gli offrì, quando gli diede il permesso di lasciare il paese, per andare a trovare il marito malato, a condizione che non tornasse più in birmania.
Questa gentaglia al potere, nonostante abbia preso l’80% dei voti è terrorizzata da questa donna, ora speriamo che questi fantomatici mediatori internazionali, dicano a questi Signori di lasciarla perdere, e di non limitare più i suoi interventi.
Ma veniamo alle reazioni del mondo. Per il Presidente Napolitano”La liberazione di San Sun Kyi rappresenta uno di quei rari momenti in cui si ha il senso di nuovi orizzonti che si aprono per la causa della libertà e della pace nel mondo.Le prime parole della leader birmana - ha aggiunto Napolitano - hanno confermato l’altissima ispirazione ideale e nazionale che l’ha guidata nei lunghi anni di prigione e continua a guidarla oggi in vista di un cammino ancora lungo e duro.
Piero Fassino, inviato speciale dell’Unione Europea per la Birmania invece ha dichiarato:”Dopo anni di isolamento ingiusto e ingiustificato, finalmente il Premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi è stata restituita alla sua famiglia e al suo popolo. Ci auguriamo adesso che a questo atto, che deve rimanere libero da qualsiasi limitazione, altri essenziali ne seguano: la liberazione di tutti i prigionieri politici, la fine di ogni ostilità verso le minoranze etniche, l’avvio di un processo di riconciliazione nazionale. E’ tempo adesso che in Myanmar si avvii realmente una transizione democratica fondata sul dialogo e sul coinvolgimento di tutte le componenti della società birmana.
Barack Obama invece dichiara” Mentre il regime birmano tentava di isolare e ridurre al silenzio Aung San Suu Kyi, lei ha continuato la sua coraggiosa lotta per la democrazia e il cambiamento in Birmania.E’ la mia eroina ed è una fonte di ispirazione per tutti coloro che si adoperano a favore dell’affermazione dei diritti umani in Birmania e in tutto il mondo”. Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha poi rivolto un appello per la liberazione di tutti i prigionieri politici.
Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon "Spera che non le venga imposta nessuna restrizione ed esorta le autorità birmane a consolidare il gesto odierno scarcerando tutti gli altri prigionieri politici”.
Il presidente francese, Nicolas Sarkozy, oltre a esprimere soddisfazione ha lanciato un monito alle autorità birmane contro "qualsiasi restrizione della libertà di movimento o di espressione” Poi ha sottolineato che "la Francia sarà estremamente attenta alle condizioni in cui la signora Aung San Suu Kyi godrà della sua ritrovata libertà. Qualsiasi restrizione della sua libertà di movimento e di espressione costituirebbe un’inaccettabile negazione dei suoi diritti”.
"Bene la liberazione della leader dell’opposizione birmana Aung San Suu Kyi, -ha detto Angela Merkel-, adesso si liberino gli altri prigionieri politici. aggiunge Merkel - è una figura simbolica della lotta mondiale per i diritti dell’uomo. Il suo pacifismo e la sua intransigenza ne hanno fatto un modello. A questo punto la leader tedesca “si appella alla liberazione degli oltre 2.000 prigionieri politici del Paese.”.
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