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I responsabili della libertà religiosa si sono incontrati il 30 maggio scorso con i membri del governo della Mongolia e della maggiori comunità religiose per gettare le basi del primo simposio della libertà religiosa del prossimo anno.
Sadam Tsedendamba, segretario del Comitato per gli Affari Religiosi del paese ha detto: “Questa è una data storica per la Mongolia che ospiterà questo simposio che favorirà la tolleranza religiosa”.
John Graz, segretario generale dell’Associazione Internazionale per la Libertà Religiosa, ha promosso l’evento col Comitato degli Affari Religiosi del Nord dell’Asia, ed ha incontrato 50 capi religiosi e membri del governo in vista dell’incontro che comprenderà anche uno studio del documento delle Nazioni Unite sulla Libertà Religiosa.
La Mongolia ha 3 milioni di abitanti, con il 50% di buddisti ed il 40% che non appartiene ad alcuna confessione.
Il rappresentante dell’International Religious Liberty Association (IRLA) della Mongolia, Paul Kotanko, è stato incaricato di prevedere un simile incontro nel monastero buddista di Dashjoillin. Gli organizzatori hanno detto che l’incontro precederà il 3° congresso asiatico sulla Libertà Religiosa che avrà luogo in settembre.
Fondato nel 1893, l’IRLA è presente in circa 80 paesi ed è la più grande organizzazione, non settaria, per la libertà religiosa.
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