MISSIONARIO RAPITO: TRE FOTO RIDANNO SPERANZA

ALTRE IPOTESI NON CONFERMATE DI FONTI MILITARI

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FILIPPINE Misna. “Queste foto sono la prova che Padre Giancarlo Bossi è vivo” ha detto alla MISNA Padre Gian Battista Zanchi, Superiore generale del Pontificio Istituto Missioni Estere (Pime), riferendosi al missionario italiano rapito nelle Filippine il 10 giugno scorso. Da oggi stanno circolando tre foto - pubblicate sulla nostra home page - che ritraggono Padre Bossi, seduto, in abiti puliti con una maglietta polo a strisce azzurre, pantaloni leggeri e infradito rosse " “le solite” dice Padre Zanchi mentre commenta le immagine " circondato da intensa vegetazione. In due delle foto, il missionario tiene in mano e guarda una radio. “Tutti i confratelli che hanno visto le foto concordano nel dire che sono recenti e che sono state sicuramente scattate dopo il rapimento. Padre Giancarlo appare dimagrito” dice ancora il superiore generale alla MISNA. Tuttavia, finora nessun elemento concreto permette di datare gli scatti. Secondo ricostruzioni non ancora confermate, le foto sarebbero state ricevute via cellulare da un confratello di Padre Bossi nelle Filippine, che le avrebbe inoltrate alle autorità locali. Anche la Farnesina ne è entrata in possesso e ne sta vagliando l’autenticità .[CC]

Secondo il quotidiano locale ’The Inquirer’, che riferisce voci di ambienti militari filippini - spesso molto sensibili a questioni di guerra al terrorismo - padre Giancarlo Bossi potrebbe anche trovarsi nelle mani del gruppo estremista 'Abu Sayyaf'. Fonti religiose nelle Filippine fanno però sapere che la zona dove è avvenuto il sequestro di padre Bossi non è territorio in cui agiscono di solito quei ribelli. L’ipotesi di un improbabile coinvolgimento di Abu Sayyaf, fornita sempre da fonti militari, era comparsa più volte su qualche giornale locale, secondo il quale l’esercito nelle ultime ore avrebbe esteso le ricerche (concentrate finora nelle aree di Lanao del Sur e nella baia di Sibugay) anche alla provincia di Basilan, considerata una delle roccaforti del gruppo. Proprio a Basilan ieri l’esercito si è scontrato con un gruppo di presunti membri di ’Abu Sayyaf’, uccidendone due. Piccolo ma agguerrito movimento guerrigliero nato da una costola del Milf, ’Abu Sayyaf’ in passato si è finanziato anche attraverso sequestri di persona, soprattutto di occidentali e religiosi. [MZ]

MISSIONARIO RAPITO: CONTINUANO LE RICERCHE, ANCORA NESSUN CONTATTO
“Siamo in un ginepraio da cui per ora non si riesce a uscire; i rapitori di padre Giancarlo riescono ad essere elusivi, a passare le maglie dell’esercito, probabilmente perché sono ben conosciuti sul terreno” dicono oggi alla MISNA fonti del Pontificio Istituto Missioni Estere (Pime), contattate nel sud delle Filippine, a quasi un mese dal sequestro di padre Giancarlo Bossi, rapito il 10 giugno nel villaggio costiero di Bulawan, nella provincia di Zamboanga (ovest dell’isola meridionale di Mindanao). A oggi i sequestratori non si sono ancora fatti vivi, nonostante una ridda di notizie e informazioni contraddittorie, tutte prive di conferme, circolate sui media filippini e internazionali. Sul ’blog’ aperto per seguire la vicenda di padre Bossi, i suoi confratelli nelle Filippine riportano oggi una notizia divulgata dalla rete tv ’Abs-Cnb news’, secondo cui anche i cani delle unità cinofile addestrate per la ricerca delle persone scomparse verranno impiegati nelle operazioni; “Ma in questa nostra zona di Mindanao " scrivono i missionari - dove i più viaggiano con i piedi per terra, chi ha più fiuto ci paiono gli agenti della polizia locale. Tatticamente conoscono meglio la zona, è gente nata lì, che abita lì e che lì ha molti amici e famigliari. E’ da loro che ci attendiamo qualche buona scossa di terremoto (in riferimento a quelle che si sono sentite ieri e anche questa mattina a Mindanao, ndr) che rimetta in moto le ricerche con rinnovato impegno”. I giornali nazionali riferiscono intanto che l’esercito ha esteso le ricerche, concentrate finora nelle aree di Lanao del Sur e nella baia di Sibugay, anche alla provincia di Basilan, mentre nelle prossime ore è atteso a Zamboanga l’arrivo dell’ex-sottosegretario agli Esteri italiano Margherita Boniver. Proprio a Basilan ieri l’esercito si è scontrato contro con un gruppo di membri del gruppo radicale musulmano ’Abu Sayyaf’, ritenuto legato al terrorismo internazionale, uccidendone due. [FB]

foto -© Misna