Europa occidentale; Mosca aumenta temporaneamente le forniture di gas

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MOSCA, La Russia ha aumentato il flusso di gas verso l’Europa occidentale così da ovviare ai "prelievi abusivi" dell’Ucraina ma l’aspro braccio di ferro tra i due principali Paesi slavi sul prezzo del gas continua imperterrito. l’incremento del flusso era stato annunciato ieri "allo scopo di evitare una possibile crisi energetica" nell’area Ue da Aleksandr Medvedev, vice Presidente di "Gazprom", dopo forti pressioni da parte di numerosi Paesi euro-occidentali e dopo che l’Amministrazione statunitense ha chiesto al Cremlino di non usare l’energia come strumento politico.

Medvedev ha avvertito che la Russia non continuerà però "in eterno" a pompare più gas (per l’esattezza 95 milioni di metri cubi al giorno) allo scopo di "coprire i prelievi abusivi dell’Ucraina" (sempre secondo "Gazprom" Kiev ha prelevato abusivamente 118,7 milioni di metri cubi di gas destinati all’Europa) che finora si è rifiutata di pagare il prezzo chiesto da Mosca, di oltre quattro volte superiore a quello in vigore fino al 31 dicembre. In assenza di un nuovo contratto "Gazprom" ha sospeso a fine 2005 le forniture di gas verso l’Ucraina che passano sulle stesse tubature dirette verso l’Europa occidentale.

Il ritorno alla normalità è stato confermato dal Presidente ucraino, Viktor Yushenko, nel corso di una telefonata al Presidente polacco, Lech Kaczynski, ha riferito l’agenzia di stampa russa "Itar-Tass". E anche Austria e Ungheria hanno indicato che il gas ha ripreso a defluire al giusto livello.

A Kiev intanto il Premier ucraino, Yuri Yekanurov, ha costituito oggi un "centro di crisi per far fronte ai problemi causati dalla sospensione della vendita di gas naturale da parte di "Gazprom"". Lo capeggerà lui stesso. Da parte loro i parlamentari d'opposizione fedeli all’ex Presidente ucraino, il filorusso Leonid Kravciuk, hanno chiesto la convocazione del Parlamento in seduta straordinaria, con all’ordine del giorno il licenziamento del Governo Yekanurov per come ha gestito la "guerra del gas" con la Russia. Invocano la formazione di un Governo provvisorio che negozi con la Russia per il gas e che rimanga in carica fino alle elezioni legislative in calendario a marzo. "Senza condividere la posizione durissima della Russia, noi - dicono i parlamentari fedeli all’ex Presidente Leonid Kravciuk - la consideriamo una adeguata risposta alle costante provocazioni dell’èquipe del Presidente Yushenko, che ha preso una posizione deliberatamente ostile alla Russia in una vasta serie di questioni internazionali".

Ma anche quest'atteggiamento dell’opposizione ucraina non fa che confermare le critiche che sono state rivolte alla Russia dall’amministrazione del Presidente statunitense, George W. Bush, sull’uso dell’energia come "strumento di repressione politica". Intanto, un'Europa che si scopre altamente vulnerabile sul piano energetico fa appello alla diplomazia per cercare di risolvere il contenzioso fra Mosca e Kiev.
La Presidenza di turno austriaca dell’Unione Europea ha espresso ieri ufficialmente a Russia e Ucraina la "preoccupazione dell’Ue e dei suoi Stati membri per la decisione russa di interrompere il rifornimento di gas all’Ucraina con breve preavviso il 1° gennaio 2006". Lo rende noto un comunicato stampa di Vienna, spiegando che l’Austria ha inoltre invitato Russia e Ucraina "a non compiere ulteriori passi unilaterali" e sottolineato che l’Ue "si aspetta una soluzione negoziale che salvaguardi la fornitura energetica di lungo termine sia nella regione che nell’Europa intera".

Il Segretario di Stato austriaco al ministero degli esteri, l’Ambasciatore Johannes Kyrle, ha convocato ieri a Vienna l’Ambasciatore russo e l’incaricato d'affari ucraino in Austria. "La decisione non ha solo serie ripercussioni per la situazione energetica nella regione stessa", ha spiegato Kyrle, "ma - contrariamente a quanto assicurato all’inizio da Russia e Ucraina - ha già portato a sensibili riduzioni nelle forniture ad alcuni Paesi europei". Kyrle si è anche richiamato alla lettera inviata lo scorso 31 dicembre dai Ministri dell’energia di Germania, Francia, Italia e Austria alle controparti russe ed ucraine, nella quale si rimarca l’aspettativa che la fornitura di gas non venga ridotta. Anche la Commissione Ue sta seguendo passo a passo la "guerra del gas" fra Mosca e Kiev. Lo ha detto un portavoce dell’Esecutivo europeo, ricordando l’incontro previsto per domani a Bruxelles fra gli esperti del settore dei Venticinque. Durante la riunione verrà "fatto il punto" della situazione, ha aggiunto il portavoce Mirelle Thom, precisando che i rappresentanti dell’Ue esamineranno alcuni aspetti chiave del problema, fra i quali "gli effetti per i diversi Stati membri della strada degli invii del gas proveniente dall’Est, il livello delle riserve dell’Unione Europea, le fonti di energia alternative".

Anche la Germania è intervenuta nella disputa energetica fra Russia e Ucraina chiedendo con fermezza ai due Paesi di ricomporre al più presto la controversia sulle forniture di gas a Kiev, trovando un compromesso che eviti ripercussioni negative sugli approvvigionamenti al resto d'Europa. Il Ministro dell’economia tedesco, Michael Glos, ha ricordato che la Russia ha assunto la Presidenza del "G-8" e anche "nella disputa sul gas ci si aspetta naturalmente da essa un comportamento responsabile".

Forti critiche continuano ad essere rivolte all’ex Cancelliere tedesco, il socialdemocratico Gerhard Schröder, accusato di assecondare i piani del Cremlino accettando la guida del consorzio russo-tedesco per il nuovo gasdotto sul Baltico, il cui pacchetto di maggioranza è detenuto da "Gazprom".

(-©l’Osservatore Romano - 04 Gennaio 2006)