Nepal, dall’Himalaya a Kathmandu: attenzione...

Verso la capitale. La guerriglia invita i turisti a disertare gli alberghi di proprietà reale, "nuovi" possibili bersagli di azioni dirette.

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E’ in arrivo una data-scadenza piuttosto importante per la storia del Nepal. Una specie di ultimatum lanciato dalla Rivolta Maoista nello scorso mese di marzo e riguardante proprio “noi”, turisti e viaggiatori. Almeno una certa categoria di noi”¦

«Dal 15 maggio e per sempre, il “Soaltee Crowne Plaza” di Kathmandu ed il “Fishtail Lodge” di Pokhara diventeranno possibili obiettivi di attentati e azioni militari. Invitiamo le ambasciate di tutti i paesi a rendere nota questa decisione ai loro cittadini e respingiamo ogni responsabilità per quello che dovesse accadere agli stranieri alloggiati nei due alberghi dal 15 maggio in poi».

Fino ad oggi i turisti oggetto di attenzione da parte dei guerrieri erano stati quasi esclusivamente gli escursionisti alle prese con qualche sentiero delle quasi infinite e magnifiche destinazioni che l’Himalaya offre. Venivano “gentilmente” fermati da rappresentanti ufficiali di una sorta di vero e proprio “governo ombra” maoista e, dietro rilascio di regolare ricevuta da parte del “CPN” (il Partito Comunista del Nepal " maoista), invitati al pagamento di un contributo-tassa. Qualcosa che ricorda molto il vecchio “Trekking Permitt” che fino a qualche anno fa veniva richiesto dal governo ufficiale.

Al di là del semplice atto contro questi due grandi alberghi, che non certo “a caso” risultano di proprietà dello stesso Sovrano Re Gyanendra, c’è la sensazione che i guerrieri siano sempre più nella condizione e nell’intenzione di lanciare un vero e proprio attacco alla stessa valle di Kathmandu. Il solo luogo apparentemente rimasto sotto il totale controllo governativo.

Sembra quasi del tutto inutile ogni tipo di sostegno che il Nepal ha ricevuto negli ultimi anni. Sia economico che specificamente militare.
Inimmaginabili i danni, i soprusi, i torti, le rappresaglie, le ritorsioni e tutto ciò che la popolazione è stata costretta a subire. Sia dai maoisti sia dalle forze governative. Ed il numero ed il dramma dei "profughi" pare sempre più in uno stato di incontrollabile aumento.

Dal panorama sempre semi-desolante del trattamento in cui a mio parere i grandi “media” relegano la crisi del Nepal si segnalano ogni tanto “voci”, testimonianze e tentativi d’ informazione, un po’ come vorrebbero essere le mie stesse note (!).

Tra queste voglio oggi segnalare (e ringraziare) per il loro lavoro ed il loro impegno Alessandro Gilioli (de “L’Espresso-on line”) e Padre Bernardo Cervellera, direttore di “ASIA NEWS” con cui, tra l’altro, ho avuto modo di scambiare direttamente qualche opinione e sensazione.

E proprio da “Asia news” riprendo alcune parole di Giovanni Paolo II° da “Alzatevi, andiamo!”. Un modo per esprimere adesso un motivo al mio impegno ed al mio stato d’animo, con la speranza che magari in qualche modo possa divenire anche vostro, per il Nepal, o per lo stesso vicinissimo Tibet, o magari Sumatra di cui tutti adesso “sappiamo”(”¦) o la stupenda Birmania o un altro dei tanti altri “paradisi” di questa grande parte del mondo:

“L’Asia: ecco il nostro comune compito per il terzo millennio”

Marco Banchelli
http://www.marcobanchelli.com