Oggi, con la Primavera, inizia quella che i cattolici definiscono "settimana santa", il periodo di tempo che ricorda gli ultimi giorni terreni del Cristo: la sua entrata in Gerusalemme, l’ultima cena, la passione, la morte, la Resurrezione.
Al di là della religione e della fede di ognuno di noi, sarebbe un vero peccato non cogliere il messaggio universale che questi giorni evocano. E sarebbe ancor meno perdonabile non approfittare della grande attualità dello stesso messaggio per non cogliere la grande speranza che esso contiene. La speranza di una "resurrezione", una nascita a nuova vita, migliore. Ed è con questa speranza che trasformo in augurio che voglio iniziare questo nuovo aggiornamento dal Nepal. Credo che ognuno nel suo piccolo (o nel suo "grande") possa e debba fare qualcosa, per sè e per gli altri, che poi, come ricordava anche una canzone di qualche tempo fa "siamo noi".
Un NUOVO IMPEGNO nella vita e nel viaggio quotidiano può essere l’autentica e sconvolgente sorpresa del nostro "uovo" pasquale. Ed il mio augurio è proprio questo: che l’impegno non sembri troppo oneroso a nessuno, che non sia di spavento ma di stimolo, che continui un po’ ad autogenerarsi tutti i giorni, prendendo nutrimento magari proprio dall’impegno che scorgiamo negli altri... AUGURI a tutti !
Ed il mio impegno sarà ancora rivolto al "viaggio" indirizzato con un occhio, ed un'anima (!), di riguardo verso il Nepal. Naturalmente. Un nuovo modo di intendere il viaggio, ancora e sempre più consapevole e preparato. Viaggiare oggi può veramente essere una manifestazione del desiderio di Pace di ognuno, un modo di divenire testimoni del nostro tempo e del nostro mondo e di non chiudersi all’incontro ed alla paura. Almeno nei tempi e nei modi che sarà possibile progettare, sviluppare e realizzare.
La prima "tappa" di questo mio nuovo percorso prenderà il via proprio il prossimo mercoledì (più o meno "santo", come preferite voi!). Ci sarà sempre con me una bicicletta, certo, ma anch'essa assumerà sempre più nuovi significati e valenze. Un po’ come una penna per un poeta o un pennello per un pittore o magari la voce per un cantante... E la mia bicicletta mercoledì sarà per l’appunto proprio in compagnia di una grande voce, quella di un giovane tenore: Riccardo Buoncristiani.
Insieme ad Elisangelica Ceccarelli saremo su "TVR-TELEITALIA" dalle ore 16,00 (con replica il 24/3 ore 8,00) e tra l’altro tenteremo un collegamento telefonico, emozionante ed augurale, con la Chiesa di Patan e Padre Antony SHARMA, Prefetto Apostolico del Nepal.
Vi invito a sintonizzarvi sull’emittente e non vi aggiungo altro, anche perché ho la netta sensazione che comunque e presto ci saranno altri modi per parlarne ed altre tappe da percorrere...
Dal Nepal oramai da qualche giorno non si hanno più notizie di scontri e violenze. Verranno taciuti ? O realmente le cose stanno andando meglio ? Come dire, le risposte comunque arriveranno, anche da sole, con il tempo.
Lentamente intanto riprendono anche i collegamenti di telefonia mobile, le dichiarazioni di buoni intenti si alternano con piccoli allentamenti di tensione e rilasci di prigionieri. Ambasciatori che approvano altri che condannano, altri che ancora sono in una specie di stallo. Ministri ed esponenti del nuovo governo reale che anche da Berlino e Ginevra sostengono la leggittimità dell’intervento del 1 febbraio ed invitano turisti e viaggiatori a tornare nel loro paese senza timori...
Ed indubbiamente c’è un po’ di caos anche da parte delle varie organizzazioni che vorrebbero fare qualcosa. Forse andrebbero un po’ meglio coordinate. Ma non è semplice.
Intanto l’Himalaya, come tante altre zone del nostro pianeta, subisce un eccessivo surriscaldamento che provoca un progressivo, graduale ed inarrestabile scioglimento di ghiacci. Nei prossimi anni i grandi fiumi dell’Asia risentiranno di piene e successive siccità e con i grandi fiumi tutte le centinaia di milioni di genti che da quei fiumi traggono la vita.
Chissà quando l’uomo riuscirà a comprendere l’inutilità delle sue lotte e delle sue guerre, quanto in fondo siano sterili e piccole. l’Himalaya, come la natura tutta, è sempre lì a ricordare a chi lo vuole la vera grandiosità del creato.
Chissà quando l’uomo capirà l’importanza di quanto sarebbe grandioso ammirare ed imparare di nuovo a convivere con la natura, a rispettarla, ad amarla. Insieme. Chissà ...
Marco Banchelli
http://www.marcobanchelli.com
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