SEOUL -- Quarantadue morti e 24 persone scomparse è il drammatico, e ancora provvisorio, bilancio causato dal passaggio del tifone "Maemi" sull’estremità meridionale della penisola coreana.
Il potentissimo uragano ha seminato morte e distruzione con piogge torrenziali e raffiche di vento dall’intensità anche di 216 chilometri l’ora, prima di dirigersi nuovamente in mare aperto sabato mattina.
Centinaia le persone costrette ad abbandonare le loro case, migliaia i senza tetto, e mentre le squadre di soccorso si danno da fare per recuperare i sopravvissuti intrappolati nelle macerie, le autorità sud-coreane avvertono che con ogni probabilità il bilancio delle vittime è destinato ad aumentare ancora.
I danni sono ingenti. "Maemi" ha tolto l’energia elettrica a 1.400.000 abitazioni, affondato 18 navi e paralizzato trasporti aerei, ferroviari e stradali.
Secondo le autorità locali, il tifone avrebbe già provocato danni per 6 milioni di dollari, ma si teme che questa stima sia destinata a salire.
Il Primo ministro Goh Kun ha indetto una riunione di Governo d'emergenza per dichiarare lo stato di calamità naturale.
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