ATLANTA -- Gli attentati dell’11 settembre 2001 erano l’inizio di una serie di tre ondate di attacchi da parte di al Qaeda. A dirlo a Cia ed Fbi è stato John Walker Lindh, il "talebano americano" catturato in Afghanistan, le cui rivelazioni sono contenute in documenti segreti ottenuti dalla CNN. Agli attacchi suicidi avrebbe dovuto prendere parte, racconta, lui stesso. E nel mirino dei terroristi di Osama bin Laden c'era anche Israele.
Walker Lindh, il ventenne californiano preso in novembre a Mazar e-Sharif durante la guerra ai talebani, ora è in carcere e attende una sentenza che molti prevedono sarà di vent'anni di reclusione. Ha rischiato la condanna a morte, ma poi i suoi avvocati si sono accordati per un patteggiamento della pena.
Prima di essere preso prigioniero dai soldati suoi concittadini Walker Lindh è stato però in un campo di addestramento di al Qaeda. E lì un istruttore gli ha detto, racconta lui nei verbali d'interrogatorio, che l’organizzazione di bin Laden ha "mandato cinquanta persone a compiere venti operazioni suicide" dirette contro gli Stati Uniti e Israele. Operazioni che avrebbero dovuto aver luogo a fine 2001 e inizio 2002.
I documenti segreti portano il resoconto degli interrogatori condotti da soldati delle forze speciali Usa il primo dicembre 2001, e di altri tre interrogatori condotti da agenti dell’Fbi in Afghanistan il 9 e 10 dicembre.
Ai soldati e agli agenti federali Walker Lindh ha detto che uno dei suoi istruttori al campo di al Farooq, dove ha imparato a sparare e combattere in sette settimane di addestramento nel 2001, gli aveva spiegato che l’11 settembre "era il primo attacco" e che ci sarebbe stata una seconda ondata a metà novembre, in concomitanza del Ramadan, il mese sacro dell’Islam. Un'ondata tanto grande da "far dimenticare all’America il primo attacco".
Una terza ondata di attentati era prevista per l’inizio del 2002. La seconda, ha raccontato Lindh, avrebbe potuto comprendere anche azioni con armi biologiche o attacchi a impianti nucleari militari. Ma si tratta in questo caso di "congetture basate su discorsi" che il giovane aveva sentito fare.
All’Fbi ha poi raccontato che il capo istruttore gli aveva chiesto se desiderasse prendere parte a missioni contro Usa e Israele, e di aver rifiutato la richiesta.
Sempre secondo il racconto di Walker Lindh, al campo di addestramento si è presentato più volte Osama bin Laden in persona, di solito con uno dei figli. Con bin Laden racconta di aver anche parlato una volta, per cinque minuti. Di cosa? "Conversazione generale e ringraziamento (di bin Laden) per aver preso parte alla guerra santa", dicono i verbali.
Nel primo interrogatorio i soldati gli hanno chiesto se era a conoscenza di dove fosse bin Laden. Walker racconta di non saperlo, ma di averne un'idea: aveva visto varie famiglie di membri di al Qaeda traslocare dall’Afghanistan allo Yemen nel corso del 2001. E dunque di aver ritenuto che anche lo stesso capo terrorista "stesse pensando di trasferirsi lì".
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