Il Parlamento vota l’invio degli alpini in Afghanistan

Il Senato dà il via libera all’invio degli alpini in Afghanistan. Vota sì solo una parte dell’assemblea di palazzo Madama: il centrodestra e l’Udeur fanno approvare i ripettivi documenti, mentre con un complicato voto per parti separate, sono state approvate anche parti della mozione della Margherita e dello Sdi. l’Ulivo si è trovato così diviso alla prova del voto finale sulla missione del contingente italiano, riproducendo le fratture che ne hanno contraddistinto il dibattito interno in questi ultimi giorni. Nel pomeriggio, anche la Camera voterà per la missione degli alpini ed anche a Montecitorio si ripeteranno le divisioni nel centrosinistra. Saranno infatti quattro anche alla Camera le risoluzioni dell’Ulivo sull’invio dei mille alpini in Afghanistan: due per il no (quelle di Verdi-Pdci e dei Ds) e due per il sì (Margerita-Sdi e Udeur). «Chi vota 'nò all’invio degli alpini in Afghanistan vota contro l’Italia, perché sono in gioco il nostro onore e la nostra credibilità internazionale», aveva detto il ministro della Difesa Antonio Martino, nella sua replica al dibattito in Senato sull’invio di un contingente di alpini in Afghanistan, prende una posizione molto netta. «Senza nessun accento polemico, a me non sembra che chi vota contro la posizione del governo non vota contro la guerra in Iraq, vota contro la capacità del nostro paese di far fronte ad impegni internazionali assunti con il consenso quasi unanime del Parlamento, contro l’affidabilità del nostro paese, contro l’Italia». Il Secondo Martino, inoltre, una azione militare in Iraq «non è nè imminente nè inevitabile».

La Camera, come il Senato questa mattina, ha detto sì alla missione militare degli alpini in Afghanistan nell’azione di antiterrorismo internazionale. In questo senso, l’assemblea di Montecitorio si è espressa quattro volte, approvando con votazioni per parti separate per intero le risoluzioni della Cdl e dell’Udeur sulle quali il ministro Martino ha dato parere favorevole e, parzialmente (eccezion fatta per il 'no preventivò all’intervento in Iraq) il testo della Margherita. A sorpresa, con sostegni bipartisan di maggioranza ed opposizioni, la risoluzione più votata è stata quella dell’Udeur di Clemente Mastella che ha preso quasi il doppio dei voti rispetto al testo della maggioranza. La risoluzione dell’Udeur ha ottenuto nella prima votazione che l’ha riguardata 429 sì, 30 no e 20 astensioni. Nella seconda votazione, invece, con Mastella si sono espressi in 321, contro in 145 e 13 sono state le astensioni. Sul testo Cdl, invece, i sì sono stati 266, i no 151, le astensioni 65. Sulla sola parte della risoluzione della Margherita che è stata approvata con il consenso del governo, i voti a favore sono stati 186, i contrari 33, le astensioni 238.