TERRORISMO -- Sheik Ahmad, un fratellastro di Osama bin Laden, ha detto in un’intervista alla CNN che in base alle informazioni in possesso della famiglia, lo sceicco saudita - considerato il capo della rete terroristica che ha scatenato gli attacchi dell’11 settembre - è vivo, e non soffre della malattia renale attribuitagli che lo costringerebbe a sottoporsi a frequenti sedute di dialisi.
Parlando all’inviata a Gedda Rula Amin, Sheik Ahmad ha anche detto di non credere che bin Laden sia davvero il mandante delle stragi dell’11 settembre, quando 3.063 persone (secondo le ultime stime ufficiali) persero la vita al World Trade center, al Pentagono, e sul quarto aereo precipitato nelle campagne della Pennsylvania.
"E’ mio fratello, lo conosco, ho vissuto anni assieme a lui. So quanto è timorato di Dio", ha detto Ahmad, che con Osama bin Laden ha in comune la madre ma non il padre. Ahmad ha poi definito "terribili" gli attacchi dell’11 settembre, aggiungendo che "nessun musulmano li accetterebbe".
Ahmad ha parlato molto affettuosamente del fratello maggiore, descrivendolo come un uomo semplice, molto religioso, "con un grande cuore" e che "odia le ingiustizie". Un uomo dalle caratteristiche diametralmente opposte a quelle attribuitegli dall’amministrazione Bush.
Riguardo alle attuali condizione del fratello, Sheik Ahmad ha detto che sua madre ha ricevuto una telefonata tre settimane fa che la informava del fatto che Osama bin Laden è vivo. Una telefonata, ha poi aggiunto, che la famiglia ritiene credibile.
Per parte sua Sheik Ahmad ha detto di aver visto bin Laden alcune volte mentre viveva in Sudan, e di averlo visitato per l’ultima volta lo scorso anno in Afghanistan.
Sheik Ahmad, la cui intervista è stata registrata una settimana fa a Gedda, in Arabia Saudita, è un uomo d’affari che gestisce una società di pubblicità , uno dei tanti rami dell’impero economico della famiglia, nato su un’azienda di costruzioni impegnata nella ristrutturazione di moschee alla mecca e a Medina.
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