ITALIA : SU LADYSILVIA: l’Africa surreale e ironica di George Lilanga si può incontrare a Roma, dove è in corso un’esposizione di 100 opere dell’artista tanzaniano considerato tra i maggiori esponenti dell’arte africana contemporanea.
I protagonisti dei suoi batik, delle sculture, dei disegni su tela come su pelle di capra, sono gli "shetani", spiritelli burloni e irriverenti del folklore Makonde, indifferentemente buoni o cattivi. Sempre descritti in procinto di mutare la loro forma, tanto da apparire dinoccolati, sono ritratti con il pareo e le orecchie lunghe, con la pancia gonfia e la cravatta, dipinti con colori intensi e brillanti e un tratto al tempo stesso convulso e preciso, che fanno di Lilanga l’antesignano africano del graffitismo, il fenomeno artistico che prenderà piede negli Anni ’70 negli Usa. Nato nel 1934 nel sud della Tanzania, a Kikwetu nel distretto di Masasi, Lilanga fonde in un linguaggio personale le culture africane, la scultura lignea makonde e la lezione della scuola pittorica Tinga Tinga.
Il suo principale interesse sono le scene di vita quotidiana, ben mescolate alle denunce sociali e rappresentate con un’ironia che si riflette nei titoli delle sue opere: "Aspetta un attimo, mi prude il collo", "Sono in attesa della spesa del supermercato", "Quando i bambini giocano, saltano di qua e di là ". "Tutta la mia arte è in relazione con la gente che mi circonda nel momento in cui si rapporta alle attività giornaliere. La cosa più importante è che essa deve essere vista come espressione della felicità ", diceva della sua produzione l’artista, scomparso nel 2005. La sua rappresentazione dell’Africa ha attirato l’attenzione dei critici e dei collezionisti di tutto il mondo che ne hanno riconosciuto il brillante e originale messaggio.
La mostra "George Lilanga di Nyama, Opere Scelte 1970-2005" è visitabile gratuitamente presso il museo Hendrik Christian Andersen di Roma fino al 1 aprile 2007. [CO]
FONTE MISNA
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