Cerignola (FG): Carabinieri della Compagnia di Cerignola e del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Bari, hanno recuperato una lastra tombale in pietra bianca.
La lastra, murata all’interno di un ristorante a Cerignola, è stata notata da alcuni cittadini che ne hanno fatto segnalazione alla locale Compagnia Carabinieri. Il bene, a seguito dell’intervento congiunto dell’Arma territoriale e del Nucleo TPC, è stato giudicato di sicura provenienza chiesastica e sequestrato d'iniziativa al fine di tutelarlo in attesa degli accertamenti sulla provenienza.
A seguito degli accertamenti svolti nell’ambito del territorio del Comune di Venosa e presso la Diocesi di Melfi-Rapolla, è risultata proveniente dalla Chiesa della SS Trinità di Venosa.
La lastra sarà restituita, d'intesa con la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Basilicata, alla Chiesa di Venosa da cui è stata sottratta.
Era incassata nella parete di un ristorante, confusa tra comuni complementi darredo, in realtà si trattava di una lastra tombale (in foto) risalente al XIII-XIV secolo d.C., sequestrata dai Carabinieri della Compagnia di Cerignola e del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Bari. I militari, allesito di lunghe indagini, hanno recuperato una lastra tombale in pietra bianca, eseguita con tecnica di martellamento a bassorilievo, con una effige figurativa maschile barbuta, raffigurante un nobiluomo venosino, con mantello e croce in stile templare e la scritta in latino "Vens Venusia Anno Domini”. La lastra, allinizio dellanno, era stata notata dai Carabinieri della Compagnia di Cerignola murata allinterno di un ristorante. Lindividuazione del bene culturale, quindi, è stata immediatamente segnalata, per competenza in materia, al Nucleo TPC di Bari. Immediato è stato lintervento dellArma territoriale e speciale che il 17 gennaio ha provveduto ad effettuare il sequestro preventivo del bene, a tutela dello stesso e al fine di permettere i necessari accertamenti sulla provenienza. Tali accertamenti sono stati inizialmente condotti mediante linterrogazione della Banca Dati dei Beni Culturali Illecitamente Sottratti del Comando CC TPC. In tale data base la lastra non era censita come bene da ricercare. Lesito negativo non ha scoraggiato gli investigatori che, grazie alla collaborazione della Soprintendenza per i Beni Storico Artistici ed Etnoantropologici della Basilicata, hanno approfondito gli accertamenti indirizzandoli a riscontri documentali e testimoniali proprio a Venosa (PZ), città cui fa riferimento il testo della lastra.
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