Anniversario dell’affondamento della Thetis: un ’sogno scientifico’

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Roma: Si è svolta la mattina del primo Agosto presso la sede di Mazara del Vallo dellIstituto per lambiente marino e costiero del Consiglio nazionale delle ricerche (Iamc-Cnr), la commemorazione per il primo anniversario dellaffondamento della nave oceanografica Thetis, che provocò il naufragio di 14 persone e la morte del ricercatore russo Petr Mikheychik. Alla cerimonia hanno partecipato tra gli altri il presidente del Cnr, prof. Luciano Maiani, il sindaco di Mazara del Vallo, Giorgio Macaddino, il vice prefetto dr.ssa Ferrera, il vice console russo Maxim Mamaev, il vescovo di Mazara, Domenico Mogavero, il direttore del dipartimento Terra ambiente del Cnr Giuseppe Cavarretta e il dirigente della Programmazione operativa dellEnte, Massimiliano Di Bitetto, il direttore uscente dellIamc-Cnr Ennio Marsella.Il 3 agosto 2007 la Thetis, imbarcazione di 32 metri di proprietà del Cnr, con a bordo otto ricercatori e sei membri dellequipaggio, veniva speronata e affondata dalla Msc Eleni, della lunghezza di 300 metri circa, che si allontanava senza prestarle soccorso. Le prontissime operazioni di recupero hanno consentito di portare in salvo 13 persone, mentre non cera nulla da fare per Petr Mikheychik, che si trovava a bordo nellambito di una intensa attività di collaborazione tra lIamc-Cnr e alcuni istituti di ricerca russi, il quale non riusciva ad allontanarsi dalla nave, probabilmente svenuto a causa del terribile urto.La commemorazione si è aperta con la proiezione di un video, realizzato dallUnità operativa dellIamc-Cnr, "con il quale i colleghi hanno voluto ricordare il loro amico scomparso”, come ha spiegato il creatore e coordinatore del Gruppo Interdisciplinare di Oceanografia - GIO che operava a bordo della nave, Salvatore Mazzola, neo-direttore dellIAMC. "Si tratta di materiale che avevamo girato nei giorni precedenti la tragedia, allo scopo tra laltro di svolgere attività di divulgazione e sensibilizzazione verso i temi della ricerca marina e dellambiente, presso le scuole e i giovani. Lo abbiamo voluto montare in un dvd che resta purtroppo come ultima testimonianza della nostra attività”.Proprio allimportante attività scientifica svolta dalla Thetis e dal GIO ha voluto far riferimento il prof. Maiani nel suo intervento introduttivo: "Credo che un messaggio importante da lanciare, nel ricordare questevento luttuoso, sia la necessità di far conoscere e riconoscere il lavoro compiuto ogni giorno dalla ricerca. Un lavoro spesso oscuro, talvolta sottovalutato, ma essenziale per lo sviluppo scientifico, culturale, sociale, economico del paese”, ha detto il presidente del CNR. "Voglio anche sottolineare come le navi oceanografiche collaborino alla formazione di studenti e ricercatori verso la scoperta di un mondo naturale ancora in gran parte inesplorato”.In particolare, la nave Thetis svolgeva studi utili alla gestione, allincremento e alla modellizzazione delle fluttuazioni delle risorse biologiche al fine di comprendere le influenze dei fenomeni oceanografici sullecologia delle specie ittiche. Una attività di ricerca che ha prodotto risultati di eccellenza. Al momento dellincidente, era in corso la campagna oceanografica Dolaser 07. Nel naufragio è andato perduto un ingente patrimonio di attrezzature, prototipi sperimentali, alcuni coperti da tutela brevettale e in fase di trasferimento, competenze e esperienze, valutabile dal punto di vista finanziario in almeno 2 milioni di euro. Ma soprattutto, il naufragio ha causato la perdita di una vita umana e un terribile naufragio che ha profondamente segnato i ricercatori e gli uomini di equipaggio presenti a bordo della nave."Il nostro era un sogno scientifico”, hanno spiegato commossi alcuni dei compagni di Petr, Vincenzo di Stefano e Valeria Maltese, intervenuti a nome di tutti i colleghi, "Ci teniamo, però, a ringraziare tutti coloro che si sono adoperati in nostro soccorso e i tantissimi che ci hanno espresso la loro solidarietà”.Dopo il minuto di silenzio in ricordo del ricercatore russo, sono state consegnate targhe ricordo ai rappresentanti delle strutture e delle forze dellordine che hanno consentito di recuperare 13 su 14 naufraghi, limitando un bilancio che poteva essere ben più grave: Capitaneria di Porto di Mazara, Arma dei Carabinieri, Vigili del Fuoco, Guardia di Finanza, Aeronautica Militare, Polizia di Stato, Ospedale ‘Ajello di Mazara.Con loccasione si è anche inaugurata questa mattina la mostra di pittura ‘Dentro lignoto, della ricercatrice dellIamc-Cnr Marina Iorio, che rimarrà in esposizione sino al 12 ottobre presso la sede dellUnità operativa dellistituto di Mazara, in via Luigi Vaccara 61 (info 0923/948966), anchessa dedicata alla memoria di Petr Mikheychik."Durante una campagna condotta dallIamc-Cnr, in collaborazione con ricercatori neozelandesi, relativa a prospezioni geofisiche e geochimiche per rilevare attività vulcaniche sul fondo del Tirreno, sono state individuate due sommità vulcaniche nel complesso del Palinuro”, annuncia Ennio Marsella. "Le due sommità sono state intitolate al collega scomparso e già nelle prossime cartografie dellarea saranno attribuite come Coni di Petra”.Domenica 3 alle 11, in coincidenza con lorario preciso dellincidente, alcuni ricercatori si porteranno sul luogo dellaffondamento, per gettare una corona di fiori in mare e apporre una targa sul relitto della Thetis, che giace sul fondale a 42 metri di profondità. La targa recita: "Il vascello che solcava fiero le onde del mare per studiarne la vita e svelarne allumanità i più profondi segreti ora giace contorto dallimmane impatto a perenne memoria di chi rischia ogni giorno la propria vita per il sommo bene della conoscenza”.


Da lunedì sarà disponibile sul sito dellUfficio Stampa del Cnr ( www.stampa.cnr.it ) un video sulle attività della Thetis, dedicato a Petr Mikheychik