ISLAMABAD / MILANO (Reuters) - È arrivato al campo base del K2 Marco Confortola, l’alpinista italiano sopravvissuto alla tragedia di sabato scorso nella quale hanno perso la vita 11 scalatori.
"Sono al campo base. Sono contento veramente, di essere finalmente qui e di essere vivo", ha detto allo scalatore ad Agostino Da Polenza, a capo del gruppo Ev-K2-Cnr, che gli ha parlato al telefono satellitare da una località dell’Italia settentrionale.
l’alpinista 37enne è dovuto scendere a 5.000 metri di quota con le sue gambe visto che, a causa del maltempo, gli elicotteri non hanno potuto effettuare il recupero in volo.
A cinque giorni dalla tragedia, Confortola è stremato e ha un principio di congelamento ai piedi.
Lo scalatore è partito dal campo 1 questa mattina alle 6.30 con i portatori d'alta quota e l’alpinista americano George Dijmarescu per raggiungere il campo base avanzato dove era atteso il recupero in elicottero, ma il cattivo tempo ha impedito il decollo dei velivoli.
Da qui la decisione di scendere ancora ed arrivare al campo base.
"Ora davvero mi rendo conto che qui son morti tutti... Ci siamo salvati solo in tre", ha continuato Confortola.
Nella tragedia di sabato scorso -- quando il crollo di un enorme pezzo di ghiaccio ha spazzato via gran parte delle corde fissate dagli alpinisti per la discesa dalla cima della montagna -- sono morte 11 persone. Fra le vittime ci sono tre coreani, due nepalesi, due sherpa pachistani, oltre ad uno scalatore francese, uno serbo, un norvegese e un irlandese.
Nones e Kehrer salvi al campo base
PAKISTAN: DA POLENZA, NONES E KEHRER SONO RIENTRATI IN BUONE CONDIZIONI - 'CONTENTI PER RITORNO MA ADDOLORATI PER UNTERKIRCHER'
Milano, 27 lug. - (Adnkronos) - Sono rientrati in Italia Walter Nones e Simon Kehrer, i due alpinisti italiani bloccati per giorni sul Nanga Prabat, in Pakistan. Ad accoglierli all’aeroporto di Malpensa, oltre ai familiari c'era anche Agostino Da Polenza, il responsabile del Comitato EvK2Cnr, l’unita' di ricerca che ha contribuito al soccorso dei due. "Erano affaticati, ma tutto sommato in buone condizioni", ha detto all’ADNKRONOS Da Polenza.
CNR - È pronta a partire dall’Italia la missione di soccorso coordinata dal Comitato EvK2Cnr e da Agostino Da Polenza per Walter Nones e Simon Kehrer, i due alpinisti italiani intrappolati sul Nanga Parbat dopo la drammatica scomparsa dell’altoatesino Karl Unterkircher, precipitato ieri in un crepaccio. La missione si svolge in stretta collaborazione con l’unità di crisi del Ministero degli Esteri, l’Ambasciata italiana in Pakistan e l’esercito pakistano.
Roma: La situazione, sul Nanga Parbat, è critica. Dopo la tragica morte di Karl Unterkircher, Walter Nones e Simon Kehrer non hanno potuto fare dietro-front per tornare al campo base: la parete sottostante è troppo pericolosa da attraversare di nuovo.
I due alpinisti si sono trovati costretti a proseguire sul difficile pilastro di roccia che li separa dalla cresta sommatale della montagna. Una via nuova. Ieri si trovavano a 6.400 metri di quota, erano in buone condizioni, ma davanti a sè avevano ancora 700 metri di parete da scalare. E poi la difficile scelta della via da imboccare per la discesa. Al momento, queste sono le uniche informazioni fornite dai due alpinisti, in una brevissima telefonata a casa ieri pomeriggio.
Il programma iniziale, infatti, prevedeva la discesa dalla via salita da Herman Buhl nel 1953 in occasione della prima salita della montagna. Su quella via, alcune settimane fa, Unterkircher e compagni erano saliti fino a 5.900 metri, lasciando una tenda in previsione della discesa dalla vetta. Prima di partire per il tentativo di cima, però, Unterkircher aveva fatto sapere che lo staff pakistano del loro campo base aveva consigliato loro di scendere dalla via normale per la parete Diamir.
Al momento, non c’è alcuna certezza riguardo quello che decideranno Nones e Kehrer. "Osservando la parete non sembra che abbiano molte possibilità di scostarsi dalla linea che avevano individuato prima di partire - prosegue Da Polenza -. E una volta usciti dalla parete, sul Bazin Glacier, per loro non sarà facile trovare la via per scendere".
Da Polenza ha allertato, ieri pomeriggio, tutti i campi base della montagna. Ci sono altri italiani in Karakorum, ma la logistica dei loro spostamenti sarebbe troppo complicata. "La soluzione più veloce è di far partire i soccorsi da qui" ha detto il presidente del Comitato Evk2Cnr.
Silvio Gnaro Mondinelli, il più forte ed esperto alpinista italiano, si imbarcherà nel primo pomeriggio sul primo volo per il Pakistan insieme Maurizio Gallo. Domani sbarcheranno domattina all’alba in Pakistan e troveranno ad attenderli gli elicotteri dell’esercito pakistano con i quali sorvoleranno il Nanga Parbat, ad oltre 7000 metri di quota, cercando di individuare Nones e Kehrer, per scendere in loro soccorso o recuperarli con l’elicottero.
Silvio Mondinelli, è il sesto uomo al mondo ad aver scalato tutti i 14 ottomila senza ossigeno. Nelle sue spedizioni, ha compiuto diversi salvataggi in alta quota. Nato a Gardone Valtrompia il 24 giugno 1958, vive dal 1976 ad Alagna Valsesia dove svolge l’attività di guida alpina e servizio cinofilo per la Guardia di Finanza, di cui è brigadiere. Nel maggio scorso ha partecipato alla spedizione Share Everest 2008 del Comitato EvK2Cnr guidando l’installazione della stazione metrologica più alta del mondo sul Colle Sud dell’Everest, a 8000 metri.
Maurizio Gallo è ingegnere edile e guida alpina. Ha partecipato alle spedizioni all’Everest nel 1992, al Lothse nel 1996, al K2 nel 2004. Nel 2005 ha volato con l’esercito dopo il terremoto che colpì le montagne pakistane. Per dieci anni è stato direttore nazionale dei corsi per guide alpine e collaboratore del Comitato Evk2Cnr per il quale lavora in Pakistan come general logistic manager del progetto Karakorum Trust.
Per informazioni: Francesca Steffanoni - Comitato EvK2Cnr, Bergamo, tel. + 39 035/3230519, email: francesca.steffanoni@evk2cnr.org
Roma, 17 luglio 2008 (CNR)