Milano - “I dati elaborati dalla Polizia Municipale confermano che a Milano la parola clandestino spesso fa rima con reato. Nell’arco di cinque mesi, dal gennaio al maggio 2008, i vigili hanno scoperto 382 clandestini, praticamente due al giorno. E nello stesso arco temporale il gruppo di questi irregolari si è macchiato di altri 311 reati di varia natura, di cui 201 penali e 110 in violazione al codice della strada o a leggi regionali”.
Lo ha comunicato il vice Sindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato che oggi ha illustrato alla stampa i dati della Polizia Municipale sul tema “Clandestini, provenienza e reati”.
Secondo il rapporto, dal 1° gennaio al 31 maggio di quest’anno, i vigili hanno denunciato 363 clandestini arrestandone 19. I primi cinque Paesi di provenienza degli irregolari sono l’Egitto (121), il Marocco (60), il Senegal (47), la Cina (38) e il Bangladesh (29). In questo arco temporale il medesimo gruppo di clandestini si è reso responsabile di ben 311 reati, di cui 201 penali e 110 in violazione al codice della strada o a leggi regionali. Più in dettaglio, i 47 senegalesi denunciati hanno compiuto complessivamente 84 reati, la maggioranza per contraffazione; i 121 egiziani hanno commesso 80 reati, prevalentemente di contrabbando; i 60 marocchini 59 reati, soprattutto per ricettazione. Seguono i cinesi (primo reato contraffazione), peruviani (guida senza patente), ecuadoregni (atto falso), cittadini del Bangladesh (commercio abusivo).
L’elenco delle contestazioni comprende globalmente anche resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento, false dichiarazioni sull’identità , guida senza assicurazione o in stato d’ebbrezza, mancanza di soccorso dopo un incidente, occupazione di terreni o edifici, ma anche rissa, furti, sfruttamento della prostituzione, violenza, spaccio e atti osceni.
“Chi afferma che sui clandestini Milano ha alimentato un falso allarme - sottolinea De Corato - ha il benservito. I dati dimostrano che chi vive irregolarmente sul territorio continua a delinquere, provocando allarme sociale. Il decreto sicurezza varato dal governo risponde, dunque, a un problema reale. E alla luce di questi numeri è fondamentale proseguire su questa strada, introducendo anche il reato di clandestinità e, come ha anticipato il ministro Maroni, il principio del silenzio-assenso secondo il quale se il magistrato non fornisce il nulla osta entro 48 ore l’espulsione diventa operativa”.
In allegato le tabelle con i dati sui clandestini arrestati e denunciati dal 1° gennaio al 31 maggio e sui principali reati commessi dalle varie nazionalità
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