Immigrati: Berlusconi non torna indietro sul reato di immigrazione clandestina

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Un'opinione personale, già espressa nel dibattito precedente il varo dei provvedimenti e all’interno dello stesso Consiglio dei ministri. Questo in sintesi il pensiero di Berlusconi sul reato di clandestinità .

Tanto che, spiega il premier al termine della conferenza stampa congiunta con il presidente egiziano Hosni Mubarak, il reato di immigrazione clandestina è sparito dal decreto legge, per essere inserito nel disegno di legge che verrà sottoposto al vaglio del Parlamento.

Il Cavaliere, quindi, attacca duramente quei quotidiani che oggi parlano di una sua retromarcia. «Sono - accusa - in assoluta malafede. Hanno dimenticato le cose importanti che ho fatto ieri per l’immagine dell’Italia a livello internazionale».
Bocciata in toto la soluzione che prevede il carcere per i clandestini , che viene vista come una misura senza alcuna concretezza di fatto.
"Dovete immaginare " ha detto il premier - che in Italia possono arrivare anche mille clandestini al giorno. A quel punto dovremmo prevedere magistrati capaci di esaminare tutti i loro casi e, quindi, carceri capaci di ospitarli. È un fatto che non ha nessuna concretezza".
Una soluzione possibile evidenziata da Berlusconi è la costruzione di scuole nei paesi arabi del Mediterraneo, che permetterebbero di ottenere una preparazione professionale, in modo particolare per quei settori dove manca un apporto lavorativo degli italiani.

Una serie di interventi e di aiuti per facilitare le politiche di rimpatrio di cittadini entrati illegalmente in Italia sarebbero in preparazione.

Nel corso del vertice è stato firmato un memorandum d'intesa per il partenariato strategico e rafforzato tra i ministeri degli Esteri, un memorandum d'intesa sulla cooperazione nell’industria della pesca e settore marittimo e un memorandum sui beni culturali, puntando, a detta del Presidente del Consiglio, più sulla concretezza delle soluzioni più che sulle buone intenzioni.