(LEGGO) Una grande adesione, con punte dell’80%. Lo sciopero nazionale indetto dai sindacati dei 135 mila dirigenti medici e non medici della Sanità pubblica ha creato disagi in molti ospedali. Le adesioni alle protesta sono state in media del 70-75% con punte dell’80%. Ma ci sono stati anche strutture, come il Niguarda di Milano, dove la protesta è stata molto ridotta, anche per ragioni economiche, hanno spiegato i sindacati, visto il grave peso di una giornata di sciopero sullo stipendio.
La protesta massiccia ha messo a rischio 45 mila interventi chirurgici e 5 milioni di prestazioni sanitarie, dalle analisi ambulatoriali agli esami diagnostici. Bloccati per tutta la giornata anche controlli veterinari nei mercati della carne e del pesce. Sono stati garantiti, come da legge, i servizi di assistenza ai ricoverati e tutte le prestazioni di urgenza ed emergenza.
I sindacati chiedono il rinnovo del contratto scaduto già da due anni, l’adeguamento della indennità di esclusività con la legge Finanziaria e misure a favore dei medici precari. Gli anestesisti, rianimatori dell’Aaroi insieme ai radiologi e ai laboratoristi della Umsped protesteranno invece il 10 dicembre. Nella protesta di oggi l’adesione in Lombardia «non è stata eccezionale, un pò meno del 70%, che è stato il dato a livello nazionale» ha spiegato Tommaso Terrana, segretario della Fp-Cgil medici per la Lombardia, Soddisfatti in generale i leader dei sindacati. «Lo sciopero nazionale di oggi è pienamente riuscito, facendo registrare il 70-75% di adesione, con punte dell’80% in alcune aziende del Veneto, dell’Emilia Romagna, del Piemonte, della Toscana, del Lazio e della Campania» ha detto il segretario nazionale dell’Anaao Assomed, Carlo Lusenti, alla luce delle informazioni giunte dalle oltre 300 aziende sanitarie.
Dati confermati anche da un'altra fra le sigle piùrappresentative, la Cimo. «La vostra battaglia è la mia battaglia. Proprio per questo non potete non valorizzare lo straordinario sforzo del Governo per la salvaguardia e il miglioramento della sanit”¦ pubblica» ha affermato il ministro della salute Livia Turco in una lettera aperta ai medici. «Voglio dirlo con grande chiarezza: sono sempre stata e resto dell’idea che la valorizzazione del personale del Ssn, a partire dalla dirigenza - afferma il ministro - è condizione imprescindibile per salvaguardare la sanità pubblica. Proprio per questo non potete non valorizzare lo straordinario sforzo del Governo per la salvaguardia e il miglioramento della sanit”¦ pubblica.
E anche per questo, anche oggi, mi sento comunque dalla parte di chi sciopera, pur ritenendo che questo sciopero poteva essere evitato per diverse ragioni». «Apprezziamo il suo impegno nei nostri confronti, già affermato nello sciopero del 4 maggio 2007, ma a distanza di sei mesi siamo ancora fermi alle intenzioni. E queste non ci bastano più» ha risposto fra gli altri Massimo Cozza, leader della Cgil.
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