Utilizzava carta di credito dell’ASL per comprare benzina

Comando Compagnia di Sulmona: un arresto

Sulmona (AQ), su Ladysilvia; incensurato della provincia di Chieti.

Un giovane impiegato 34enne incensurato originario della provincia di Chieti, dipendente dell’Azienda Sanitaria locale Avezzano-Sulmona sede di Sulmona è stato nella prima mattinata tratto in arresto dai militari della locale Stazione per uso indebito di carta di credito di proprietà della stessa A.S.L.

I militari dell’Arma a seguito di denuncia di furto ed uso illecito di una carta di credito per prelievo carburanti relativa ad una macchina di servizio della stessa A.S.L. da alcuni mesi non più marciante a seguito di incidente, presentata all’Arma nei giorni scorsi dal dirigente della stessa A.S.L. che nella vicenda assume il ruolo di Ente danneggiato, attivavano meticolosa attività investigativa predisponendo una serie di servizi presso alcune Stazioni di servizio carburanti ove risultavano effettuati prelievi di benzina con la suddetta carta di credito.

Il sacrificio e la costanza dei militari non hanno tardato a dare i frutti, infatti nelle prime ore del mattino odierno si presentava in una Stazione di servizio posta nel corso Repubblica della cittadina Peligna, un giovane alla guida di una Toyota Avensis SW che dopo aver fatto pieno carburante consegnava nelle mani dell’addetto una "CARTA DI CREDITO" della stessa società petrolifera, intestata alla A.S.L. di Sulmona personalizzata con targa dell’autovettura di servizio aziendale. Il cliente mai poteva immaginare, con grande stupore che, l’operaio addetto alla pompa altro non era che un giovane Carabiniere che, qualificatosi accompagnava quindi l’impiegato in caserma dove veniva tratto in arresto per il reato di "indebito uso di carta di credito", reato previsto da una apposita norma antiriciclaggio del 1991.

l’impiegato è stato associato alla locale Casa Circondariale a disposizione della competente Autorità Giudiziaria, La carta di credito ovviamente è stata sottoposta a sequestro mentre i militari hanno proseguito a quantificare con la società emittente della "card" i prelievi indebitamente effettuati dal dipendente infedele.

La Redazione
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