La decisione di uccidere Hina perché ribelle alle regole dell’islam potrebbe essere maturata molti giorni prima dell’omicidio, dopo una riunione di famiglia.
Ad avvalorare questa ipotesi, vi sarebbe il fatto che gli altri elementi della famiglia (le donne ed i bambini) erano partiti per il Pakistan già da tempo.
I carabinieri stanno ancora cercando attivamente il padre della ragazza ed altri elementi della famiglia (il cognato, e forse uno zio materno), ma fino ad ora dei fuggitivi nessuna traccia.
Le perquisizioni effettuate in case di connazionali presso i quali avrebbero potuto cercare riparo, non hanno dato esito. Dall’autpsia si cercherà di stabilire se sia stata solo una la lama che ha ucciso la ragazza o se all’omicidio hanno partecipato più persone.
Il rapporto di Hina con il padre, che l’aveva promessa in sposa ad un altro pakistano, era già in crisi da tempo. La ragazza era ribelle alle regole dell’islam e non voleva indossare il velo, perché preferiva vestirsi da occidentale, e già una volta la ragazza lo aveva denunciato, alle autorità . Ma le cose precipitarono da quando Hina aveva deciso di convivere con un ragazzo italiano, il quale adesso è tenuto in una località nota solo ai familiari ed agli inquirenti perché si temono ritorsioni.
Solo dopo che verranno catturati, affermano gli inquirenti, si potranno finalmente capire quali sono state le reali ragioni di un crimine così efferato.
Ultimi Articoli
Acqua da bere — Ieri accettabile, oggi in discussione, domani più sicura?
Lago di Como — La gestione su misura ridisegna il mercato degli affitti brevi
Demolizione auto: sono davvero così tante le aziende a cui affidarsi senza riserve?
Acqua — Quando un bicchiere racconta il livello di un servizio
Bambini e igiene orale — Il dentifricio naturale e commestibile che protegge davvero il loro sorriso
Divano letto per B&B - Salvaspazio, modulabile e Made in Italy
Madonna — Confessions on a Dance Floor (The Silver Collection): arriva in vinile con il mix continuo originale
Sigfrido Ranucci — Diario di un trapezista. Cronache di resilienza di un reporter
“4 minuti e 12 secondi” al Teatro della Quattordicesima: il thriller familiare sull’era digitale