“I casi finora accertati sono sei” in quanto “il caso di Pescara non dovrebbe essere legato all’H5N1”. Stiamo verificando con l’istituto di Padova le risultanze sugli animali trovati", ha detto Storace
Il sesto caso è quello di su un animale selvatico migratore trovato morto in provincia di Lecce, dopo quelli rinvenuti in provincia di Taranto, Vibo Valentia, Catania e Messina.
Storace sottolinea come, nonostante le iniziali "comprensibili esitazioni" sul territorio, "non c’è stato, oggettivamente, nessun ritardo che potrebbe far gridare allo scandalo". "In Europa hanno apprezzato le misure che abbiamo adottato. Mi piace segnalare, però, l’eccezione della Sicilia che si è mossa con grande tempismo".
Storace ha quindi rinnovato l’appello “a non toccare gli uccelli morti e a evitare che cani e gatti vadano nelle zone infette perché stiamo parlando di malattie animali e, questi ultimi, possono infettarsi”. In caso si siano toccati animali morti potenzialmente infetti, lavare le mani e le parti del corpo che hanno subito contatti con l’animale morto e disinfettare gli indumenti indossati.
Sino a questo momento, sono stati accertati in Italia 22 casi di influenza aviaria su cigni migratori morti, di cui sei del tipo H5N1 altamente patogeno.
MINISTERO DELLA SALUTE indica:
Anche un altro cigno " quello rinvenuto ad Ugento, in provincia di Lecce " è risultato positivo al virus H5N1 stando ai risultati comunicati al Ministro della Salute, Francesco Storace. Domani l’ordinanza firmata sabato dal Ministro entrerà in vigore anche in questa area del territorio pugliese, con l’istituzione della zona di protezione e di sorveglianza.
Aggiornamento precedente.
Sono in corso accertamenti su probabili casi di influenza aviaria nel nostro Paese.
Il Ministro della Salute Francesco Storace ne riferirà stamani al Consiglio dei Ministri.
L’influenza aviaria è una infezione dei volatili causata da virus influenzali del tipo A; essa può interessare tanto uccelli selvatici quanto volatili domestici come polli, tacchini, anatre, causando molto spesso una malattia in forma grave e anche la morte dell’animale colpito.
L’uomo può infettarsi con virus dell’influenza aviaria a seguito di contatti diretti con animali infetti, e/o con le loro deiezioni, mentre non c’è alcuna evidenza di trasmissione attraverso il consumo di carni avicole o uova dopo la cottura Dal 1997 si sono verificati alcuni episodi documentati di influenza da virus aviario nell’uomo.
Domande e risposte
1 Vi sono restrizioni all’effettuazione di viaggi?
Al momento attuale non vi sono indicazioni per limitare l’effettuazione di viaggi per e da paesi colpiti dall’influenza aviaria
2 Come si manifesta l’influenza aviaria negli animali ?
La maggior parte dei virus influenzali aviari non provoca sintomi o provoca sintomi attenuati negli uccelli selvatici; tuttavia, il tipo di sintomatologia negli uccelli varia sia in relazione al ceppo virale che al tipo di volatile. L’infezione da alcuni virus A (per esempio, alcuni ceppi H5 ed H7) può causare epidemie estese ed elevata mortalità tra alcune specie di selvatici e di uccelli domestici, compresi polli e tacchini.
3 Come si manifesta l’influenza aviaria negli animali ?
La maggior parte dei virus influenzali aviari non provoca sintomi o provoca sintomi attenuati negli uccelli selvatici; tuttavia, il tipo di sintomatologia negli uccelli varia sia in relazione al ceppo virale che al tipo di volatile. L’infezione da alcuni virus A (per esempio, alcuni ceppi H5 ed H7) può causare epidemie estese ed elevata mortalità tra alcune specie di selvatici e di uccelli domestici, compresi polli e tacchini.
4 Come si trasmette l’influenza aviaria negli uccelli?
Alcuni uccelli acquatici fungono da serbatoi del virus, ospitandolo nell’intestino anche senza mostrare una sintomatologia evidente ed eliminandolo con le feci. Gli uccelli infetti eliminano il virus con la saliva, con le secrezioni respiratorie e con le feci; il contatto di uccelli suscettibili con questi materiali, o con acqua contaminata da questi, determina la trasmissione dell’infezione; la trasmissione fecale-orale è la modalità di trasmissione più comune.
5 Come si infetta l’uomo?
Usualmente, i virus dell’influenza aviaria non infettano gli uomini; tuttavia, sono state riportate segnalazioni di infezioni umane. l’uomo può infettarsi con il virus dell’influenza aviaria a seguito di contatti diretti con animali infetti (vivi o morti) e/o loro escrezioni (feci, urine, saliva e secrezioni respiratorie), mentre non c’è alcuna evidenza scientifica di trasmissione attraverso il consumo di carni avicole o uova dopo accurata cottura (70 °C).
LINK UTILI
http://www.ccm.ministerosalute.it
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