PER LA NUOVA PROTEZIONE CIVILE, PRIMA DI TUTTO IL PROBLEMA MINE

PER LA NUOVA PROTEZIONE CIVILE, PRIMA DI TUTTO IL PROBLEMA MINE

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BRUNDI, Il nuovo governo burundese ha creato il Servizio nazionale della protezione civile sotto il controllo del ministero dell’Interno e della sicurezza pubblica; ne faranno parte agenti di polizia che avranno il compito di intervenire prontamente nelle situazioni d’emergenza, sia in pace sia in caso di conflitti.

La nuova struttura non si occuperà solo di incendi, disastri naturali o crisi provocate dalla mano umana ma dovrà gestire anche la piaga delle mine anti-persona, ancora disseminate in ampie zone del paese, a cominciare dalla provincia di Bujumbura Rural, la zona intorno alla capitale burundese in cui sono ancora presenti gli ultimi ribelli ancora in attività , quelli delle Forze di liberazione nazionali (Fnl). Sarà compito del nuovo organo farsi carico degli impegni presi dal governo con la sottoscrizione del Trattato di Ottawa, che sancisce il divieto di usare, produrre e stoccare mine oltre all’obbligo di distruggere i depositi esistenti; la nuova Protezione Civile dovrà anche svolgere attività di sensibilizzazione, spiegando in quali zone è vietato l’accesso ai civili e quali sono i rischi nel caso in cui ci si inoltri in una zona minata.

Se le finalità della nuova protezione civile sono chiare, la stessa cosa non può dirsi per i mezzi: Barukinamwo ha espresso alla stampa burundese la necessità di poter contare su uomini preparati e dotazioni adeguate; per queste ultime " ambulanze, cisterne anti-incendio e altro " servirà tempo in un Paese povero ma sulla strada della pacificazione come il Burundi. [LL]

MISNA.ORG