PALERMO - Rinviato a giudizio per favoreggiamento dal Gup del Tribunale di Palermo, Bruno Fasciana, nell’inchiesta 'Talpe alla Dda'.
Il presidente della Regione Sicilia Salvatore Cuffaro è stato oggi rinviato a giudizio dal giudice per l’udienza preliminare di Palermo con l’imputazione di favoreggiamento aggravato nei confronti di Cosa Nostra nell’ambito di un'inchiesta sui rapporti tra mafia e politica. Lo ha riferito una fonte giudiziaria.
Il gup Bruno Fasciano ha deciso il rinvio a giudizio di Cuffaro, indagato dal febbraio scorso, per il reato di favoreggiamento aggravato, mentre ha stabilito il non luogo a procedere per il reato di violazione del segreto d'ufficio.
Per la Procura di Palermo l’esponente politico avrebbe favorito sia singoli mafiosi che la stessa organizzazione criminale.
Il coinvolgimenti di Cuffaro (Udc) nella vicenda è legato all’inchiesta sulle cosiddette "talpe in procura" a Palermo.
Secondo l’ipotesi degli inquirenti, l’imprenditore Michele Aiello, ritenuto un prestanome del boss latitante Bernardo Provenzano, avrebbe costituito una vera e propria rete di informatori di cui avrebbero fatto parte due sottufficiali, Giuseppe Ciuro, collaboratore del pm Antonio Ingroia e maresciallo della Dia, ed il maresciallo dei Ros dei carabinieri Giorgio Riolo, oltre all’ex maresciallo dell’Arma e deputato regionale dell’Udc Antonino Borzacchelli.
Il loro ruolo, secondo quanto accertato dalle indagini anche in base ad intercettazioni, sarebbe stato quello di passare ad Aiello informazioni coperte da segreto che riguardavano delicate inchieste di mafia.
Nell’ambito dell’inchiesta - condotta dai pm Michele Prestipino, Nino Di Matteo e Gaetano Pace coordinati dal procuratore aggiunto Giuseppe Pignatone - nei primi giorni di febbraio era stato notificato a Cuffaro un avviso di garanzia per concorso in associazione mafiosa, perché secondo la Procura sarebbe legato ad una presunta rete di informazioni riservate.
Il presidente della Regione Sicilia ha sempre respinto le accuse.
l’inchiesta aveva portato nel novembre 2003 all’arresto di Aiello, imprenditore di Bagheria tutt'ora in carcere. Con lui erano stati arrestati Ciuro e Riolo.
Secondo i pm, Cuffaro si sarebbe incontrato con Aiello nel retrobottega di un negozio di Bagheria per riferirgli che stavano indagando su di lui in base ad informazioni ottenute fuori da Palermo.
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