Parmalat, parte udienza. Calisto Tanzi non si presenta. Bondi non si costituisce contro Bofa, Risparmiatori presenti.

TANZI, NO A PATTEGGIAMENTO. IN AULA QUANDO POTRA'
Tra gli altri 27 imputati alcuni potrebbero chiedere il patteggiamento, ma uno dei legali dell’ex patron Calisto Tanzi dice che si tratta di una ipotesi esclusa per il suo assistito.

"Non ci sono ipotesi per chiederlo" dice ai cronisti Giampiero Biancolella, aggiungendo che Tanzi sarà in aula quando le sue condizioni glielo consentiranno e non evita di lanciare una frecciata alle banche. "l’autorità giudiziaria deve esaminare la responsabilità di terzi per valutare se alcune condotte di Tanzi siano state determinate da scelte di terzi".

INCHIESTA SU BANCHE VERSO INVITI A COMPARIRE

Per quel che riguarda proprio questo filone -- cioè le presunte responsabilità di istituti bancari -- una fonte giudiziaria ha detto a Reuters che l’indagine si sta avviando verso la fase conclusiva: il capo di imputazione dovrebbe essere ultimato entro l’inizio della prossima settimana e fra una decina di giorni dovrebbero partire gli inviti a comparire per i funzionari delle prime sei, fra società e banche indagate -- cinque straniere e una italiana.

Fino ad oggi , hanno annunciato che si costituiranno parte civile oltre alla nuova Parmalat, la Consob, le associazioni dei consumatori Adusbef, Altroconusmo e Confconsumatori e i risparmiatori che si sono affidati a diversi legali.

A queste si è aggiunta anche un "imputato", la ex Grant Thornton, cioè la Italaudit, come ha detto il suo legale, l’avvocato Angelo Giarda. Fonti legali e giudiziarie preannunciano però che a questa costituzione di parte civile ci saranno diverse opposizioni, anche da parte di coimputati.

RISPARMIATORI PROTESTANO
Processo Parmalat, Calisto Tanzi non si presenta. I risparmiatori sì

I risparmiatori sono arrivati presto al tribunale di Milano per stendere lo striscione, per esprimere compostamente la rabbia per quei soldi buttati al vento, la delusione per le banche a cui avevano affidato i sacrifici di una vita. Non erano in molti però questa mattina, primo giorno dell’udienza preliminare per il crac da oltre 14 miliardi di euro della Parmalat.

È la procura di Milano che chiede il giudizio per i reati di aggiotaggio e falso dei revisori: i pm Greco, Fusco e Nocerino hanno scritto nella loro richiesta che per anni sono state diffuse notizie false ma rassicuranti sulla solidità finanziaria del gruppo di Collecchio. Nessuno dei 32 imputati si è presentato: non c'era Calisti Tanzi, nè suo figlio Stefano, nè il ragionier Tonna, nessuno del Consiglio d'amministrazione di Parmalat Finanziara. Non si sono visti nemmeno i quattro revisori di due società esterne, i consulenti, i dirigenti di Bank of America. Per Tanzi qualche giorno fa un lieve malore, i suoi legali non fanno previsioni su una sua presenza al processo: “È presto per dirlo, vedremo come starà , se sarà necessario verrà anche in tribunale. Non gode di buona salute”.

Tanta attesa, tante telecamere, un'aula speciale, la più grande del tribunale per un’udienza che ha visto sostanzialmente una fila di avvocati che presentavano la costituzione di parte civile di risparmiatori sul lastrico. In tutto sono stati 135.000 ad aver creduto nelle azioni e nei bond della Parmalat, impossibile calcolare questa mattina in quanti vogliano essere parte del processo: la Consob e le associazioni di consumatori, Codacons e Adusbef, hanno presentato le loro richieste.

BONDI NON SI COSTITUTUISCE CONTRO BOFA, VISTE TRATTATIVE

Al momento la nuova Parmalat non si è costituita parte civile verso le tre persone giuridiche e quindi neppure verso Bank of America, dopo avere citato in giudizio nei mesi scorsi Citigroup e chiesto revocatorie a varie aziende di credito.

"Confidiamo nel fatto che questa procedura conduca al risultato che i fatti non sostanziano le accuse amministrative contro Bank of America" dice una nota della Banca Usa, accusata nell’udienza insieme alla casa di revisioni ex Grant Thornton spa (ora Italaudit) e alla filiale italiana di Deloitte & Touche.

Marco De Luca, avvocato del commissario straordinario Enrico Bondi, dice che la decisione è legata al fatto che "la legge 231 sulla responsabilità civile probabilmente non lo consentirebbe", ma anche a "ragioni di carattere strategico che però appartengono al commissario straordinario".

Con questo fa supporre una trattativa riservata tra Bondi e Bank of America in vista di un risarcimento, mentre l’avvocato della banca Usa, Riccardo Olivo, ha detto che l’istituto si riserva il diritto di costituirsi parte civile nel corso del processo, anche se "non lo faremo in questa udienza preliminare".

l’avvocato Olivo ha aggiunto di aver anticipato al giudice che la banca presenterà un'eccezione di nullità degli atti per un errore di notifica degli stessi.

In pratica, se il giudice accoglierà questa eccezione, la posizione di Bank of America potrebbe essere stralciata dall’udienza principale, con la rinotifica degli atti dalla chiusura inchiesta in poi, dando vita a un altro procedimento separato, quindi.

Tra gli imputati persone fisiche Penca e Bianchi hanno chiesto e ottenuto il processo immediato che si terrà dal 27 gennaio - lasciando però nel troncone principale la ex Grant Thornton per cui lavoravano, che dovrà rispondere per responsabilità amministrativa dei presunti reati dei suoi ex dipendenti, i quali non sono però più dentro a questo processo.

TG5 / Reuters