Nei primi giorni del mese di maggio il campus dell’Università della Calabria di Rende è stato oggetto di alcuni furti di autovetture regolarmente denunciati dai proprietari ai Carabinieri di Rende.
Un'attenta analisi sulle modalità e i tempi/luoghi, ha consentito agli investigatori di circoscrivere l’area d'azione dei malfattori. Questo ha permesso di predisporre particolari servizi di osservazione.
Detto, fatto. Sono bastati due giorni dall’ultimo furto di un'autovettura per stringere il cerchio e le manette ai polsi dei responsabili. Nella tarda serata di ieri, una pattuglia della Stazione Carabinieri di Rende ha notato nei pressi del laboratorio alla facoltà di Ingegneria un pregiudicato che forzava la serratura della portiera di una Fiat Uno. Alla vista dei militari, il malvivente repentinamente saliva a bordo di una Golf VW parcheggiata nelle vicinanze con due complici a bordo e si dava precipitosamente alla fuga, resa vana dal pronto intervento di una gazzella del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Rende che gli bloccava la via d'uscita; per i tre non c’è stato nulla da fare.
La perquisizione ha permesso di scovare cinque spadini, un passepartout apri serrature, una centralina elettronica per disattivare il sistema di accensione di autovetture, un dispositivo elettronico per disattivare i sistemi di allarme, due badge per aprire le sbarre di accesso ai parcheggi dell’Ateneo e attrezzi vari. Sono state recuperate, con la soddisfazione dei legittimi proprietari, anche altre quattro autovetture. Mentre per i giovani si sono aperte le porte del carcere di Cosenza.
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