Nuovi casi di malori e di tracce di sostanze chimiche rinvenute in acque minerali si registrano intanto in Puglia e Lombardia.
Elevate percentuali di varichina sono state trovate nell’acqua di una bottiglia sequestrata a Polignano a Mare, in provincia di Bari.
Fonti della Procura barese dicono che la bottiglia era stata fatta sequestrare dal pm inquirente Francesco Cavone il primo novembre scorso, in seguito al ricovero della donna che l’aveva acquistata in un supermercato del paese.
La donna dopo aver bevuto un po’ d'acqua, alla presenza di ospiti nella sua abitazione, fu colta da un forte malore e fu immediatamente trasportata in ospedale. Per i medici, la diagnosi fu di irritazione all’esofago.
Il pm del Tribunale di Bari fece consegnare la bottiglia utilizzata dalla donna per bere all’Asl per le analisi chimiche e, sulla base della denuncia della donna, ordinò ai Nas l’immediato sequestro di tutte le bottiglie, più di mille, custodite dal negozio di alimentari dove aveva fatto la spesa.
l’acqua minerale è stata imbottigliata da una ditta abruzzese, dove nelle settimane scorse sono state effettuate ispezioni. ll titolare della ditta è ora indagato per lesioni personali e adulterazione di sostanze alimentari.
La bottiglia d'acqua minerale "incriminata", dunque, sarebbe stata acquistata il primo novembre scorso, quando l’allarme delle bottiglie manomesse non si era ancora trasformato in una psicosi generale che ha investito l’Italia, dal Piemonte alla Sicilia.
CASI A TARANTO, MILANO E LECCO
Un altro caso di minerale contaminata è stato accertato a Castellaneta, in provincia di Taranto. Secondo i Carabinieri "la bottiglia di plastica era stata acquistata in un piccolo supermarket, ma appena l’acquirente si è accorta che sul tappo c'era un piccolo foro è stata consegnata alla locale stazione". Sulla sostanza contenuta nel liquido i Carabinieri non hanno fornito ulteriori dettagli.
I due casi confermano l’allarme in Puglia, dove nella serata di ieri la polizia ha contato tre casi di presunto avvelenamento da acqua minerale. Le indagini sono ancora in corso.
A Lecco, una ragazza di 16 anni ha accusato un malore dopo aver bevuto da una bottiglietta presa da un distributore automatico nel liceo dove studia. l’Asl, che ha effettuato i primi esami, ha trovato nell’acqua tracce di detersivi. La ragazza comunque non è in condizioni gravi ed è stata già dimessa dall’ospedale.
A Milano sono in tutto sei i casi segnalati ai carabinieri, con caratteristiche analoghe come quella dei fori scoperti sulle bottiglie.
Secondo un copione consolidato dall’inizio di dicembre -- quando gli investigatori hanno scoperto tra Verona e Mantova alcuni forellini in bottiglie di acqua minerale acquistate in diversi supermercati da persone che avevano accusato un malore bevendola -- i contenitori incriminati sono stati spediti alla scientifica per accertamenti.
Soltanto nell’area di Milano, i carabinieri del Nas hanno compiuto 26 interventi negli ultimi giorni e oggi i loro vertici si sono riuniti per fare il punto della situazione. Le indagini entrano ora nel vivo, hanno detto fonti investigative, ma dai primi riscontri sembra che a pochi episodi reali abbiano poi fatto seguito una serie di falsi allarmi, generati da un fenomeno di emulazione.
A Milano le indagini sulla contaminazione di bottiglie d'acqua sono coordinate dal procuratore aggiunto Francesco Dettori. A Roma il pm Pietro Saviotti ha aperto un fascicolo in relazione ad una bottiglia sospetta sequestrata ieri.
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