Tre pacchi bomba a Roma e Cagliari Nessun ferito, forse pista anarchica

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Roma. l’allarme al ministero del lavoro scatta alle 12 e 15. Un impiegato dell’ufficio corrispondenza, che si trova al piano terra dell’edificio, si insospettisce per un plico color giallo destinato ad un fantomatico dott. Dallara. Nessun dipendente corrisponde a questo nome. l’uomo apre la busta.

Dentro c’è un contenitore per videocassette vhs con una linguetta esterna che permette di aprire il pacco. l’impiegato la tira. Ed è il panico. Una lingua di fuoco si sprigiona, poi si leva una fitta coltre di fumo.

Nella stanza ci sono altre due persone. Nessun ferito ma il dipendente investito dal fumo viene portato via in ambulanza. È molto spaventato e ha paura di essersi intossicato. Dopo pochi minuti il piano terra del dicastero viene fatto evacuare per precauzione dagli agenti della Digos. Sempre a Roma appena due ore prima, a pochi metri dal ministero, nella sede della regione Sardegna, allo smistamento della posta arriva un plico identico a quello trovato al dicastero. Stesso mittente, stesso contenuto.

Non esplode solo per un difetto del congegno di accensione. Entrambi sono stati spediti per posta prioritaria da Cagliari. Il mittente è una società editoriale sarda che da un anno ha cessato la sua attività . Negli stessi minuti un terzo plico sospetto viene recapitato alla stazione dei carabinieri di Stampace, in provincia di Cagliari.

Questa volta il congegno funziona. Ma i militari si insospettiscono e lo aprono in giardino con un meccanismo a distanza: lì la fiammata non ha alcun effetto. Tre attentati dunque firmati da una stessa mano. Tre minacciosi avvertimenti. Ambienti anarchici sardi, l’orientamento degli investigatori che fanno notare come nell’isola, negli ultimi mesi, ci siano stati notevoli fermenti dell’insurrezionalismo. Ma il ministro degli interni Pisanu dice da Bruxelles: "i pacchi bomba confermano l’orientamento delle nuove Br a colpire tutti coloro che operano per il rinnovamento del mercato del lavoro".