Scatta il «No Tobacco Day» un «calcio» contro il fumo

166.0K visualizzazioni

ROMA - I numeri, innanzitutto: sono 4,2 milioni le persone che ogni anno muoiono nel mondo a causa del fumo. l’Europa con la sigaretta in mano contribuisce a questa tragica contabilità con 1,2 milioni di vittime. Non c’è malattia sociale più nociva, non c’è guerra combattuta dal bilancio più sanguinoso. I numeri, innanzitutto, perché ogni parola sfiorisce nel tentare di dare la misura del problema. Domani, 31 maggio, è la "Giornata mondiale senza tabacco 2002" indetta ogni anno dall’Organizzazione mondiale della Sanità che, grazie alla coincidenza della partenza dei Mondiali di calcio e a un accordo con la Fifa, coinvolgerà per la prima volta la manifestazione calcistica più famosa del mondo.
Lo sport darà il buon esempio, insomma. Nell’accordo è previsto che non ci sarà nè pubblicità nè vendita diretta di tabacco e dei prodotti del tabacco negli stadi in cui saranno disputate le partite; sarà vietato fumare nelle aree pubbliche, compresi stadi bar e ristoranti, salvo alcune limitate zone per fumatori chiaramente demarcate e lontane dal pubblico e frequenti annunci informeranno il pubblico sulle iniziative legate allo sport senza tabacco.

Da una parte quindi lo sport, sinonimo di salute e benessere, dall’altra il fumo, che - come ha spiegato Roberto Bertollini, direttore tecnico dell’Oms Europa - "invece sottrae salute e benessere". "Anche l’Italia celebra la Giornata mondiale senza tabacco per sottolineare l’importanza di lottare duramente contro questa dipendenza, che causa danni non solo a chi fuma, ma anche a coloro che subiscono il fumo involontariamente", commenta in una nota comune dell’Oms e del ministero, il ministro della Salute, Girolamo Sirchia. Che, come il suo predecessore Umberto Veronesi, è in prima linea contro il fumo e ha presentato in Parlamento un provvedimento a protezione dei fumatori passivi in tutti i locali aperti al pubblico.

La realtà è che, in Europa, i giovani sono i maggiori ricettori della seduzione dei modelli proposti dall’industria e secondo un rapporto presentato dall’Oms circa il 30% fuma. Gli esperti di Bruxelles non usano eufemismi: "Un fumatore adolescente su due morirà in seguito agli effetti nefasti del tabacco" ma la tendenza attuale vede scendere continuamente l’età della prima sigaretta e salire il numero dei giovani fumatori.
E l’industria del fumo investe tantissimo nella pubblicità . La Banca mondiale stima che i budget destinati dall’industria alla promozione dei prodotti del tabacco si aggirano intorno al 6% dei profitti, vale a dire circa il doppio di quelli stanziati dalle industrie di altri prodotti. In base ai dati disponibili, la Banca mondiale ritiene inoltre che l’effetto prodotto da un bando totale sulla pubblicità dei prodotti del tabacco nei paesi ad alto reddito corrisponderebbe a una riduzione pari a circa il 7% del consumo totale.

Intanto gli esperti dell’Istituto dei tumori di Milano offrono qualche immagine agghiacciante che illustra bene l’entità del problema "fumo". Che, ad esempio, certi ristoranti italiani oggi sono più inquinati di trafficatissimi svincoli stradali. Perchè "accendendosi una 'bionda' in un ambiente chiuso si può raggiungere una concentrazione di particolato fine, il Pm10, pari a 5mila microgrammi per metro cubo d'aria, di gran lunga superiore al livello consentito, ad esempio, nel capoluogo lombardo (40 microgrammi a metro cubo)". Al chiuso si riscontrano concentrazioni di particolato ultrafine e fine "anche 100 volte superiori a quelle rilevabili all’esterno". E, per essere più concreti, è utile l’indicazione che "un aumento del Pm10 pari a 10 milligrammi per metro cubo causa, il giorno successivo, un aumento della mortalità locale dello 0,5%".
Tornando ai numeri, tra i fumatori passivi in Italia oltre 4 milioni sono bambini: un milione e 552 mila ha meno di 6 anni e due milioni e 405 mila hanno da 6 a 13 anni; circa la metà dei bambini italiani da 0 a 13 anni convive con almeno un fumatore. Dal 5 novembre scorso, l’Istituto nazionale tumori ha aperto un Ambulatorio Antifumo (02-2390.3386) per la prevenzione, la diagnosi precoce e il trattamento dei danni. Da allora sono state visitate 150 persone. Su 100 pazienti, 43 hanno lamentato di essere fumatori passivi; 40 avevano disturbi, di cui il 60-70% collegati al fumo.

Su richiesta, i medici dell’Ambulatorio rilasciano lettere di diffida all’azienda (ne sono state scritte 28), nelle quali si sottolinea il diritto del cittadino alla salute e alla salubrità dell’ambiente. In collaborazione con l’Ambulatorio lavora anche una task force che compie, sempre su richiesta, sopralluoghi nelle aziende. Da circa 2000 questionari compilati da dipendenti dell’Istituto Nazionale Tumori, dall’Axa e dall’Editoriale Elsevier Italia, è risultato che il 70-80% dei dipendenti non fuma e l’80% dice di essere a disagio in un ambiente dove si fuma. "Non è una minoranza integralista - ha detto Roberto Mazza - ma una maggioranza. Si deve prendere atto che il fumo è cancerogeno e nessuno deve esservi esposto per volontà altrui".

Secondo i dati della Lega italiana tumori, sono 9 milioni e 466 mila (19,1% della popolazione di età superiore a 13 anni) gli ex fumatori, di cui 6 milioni e 294 uomini (26,4%) e 3 milioni e 172 mila donne (12,4%). La decisione di smettere di fumare matura mediamente dopo circa 22 anni di abitudine e pensare che, secondo alcuni studi epidemiologici, i fumatori ce smettono prima dei 50 anni riducono a metà il proprio rischio di morire nei successivi 15 anni rispetto a coloro che continuano a fumare. c’è un motivo migliore di questo per smettere immediatamente?