ROMA - La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di sospensione del processo Imi-Sir/Lodo. Sul trasferimento del procedimento a Brescia, la parola decisiva toccherà alla Consulta ma non prima del prossimo autunno. Eccola la decisione delle sezioni unite della Cassazione, riunite in camera di consiglio, a porte chiuse. I nove giudici del collegio presieduti da primo presidente, Nicola Marvulli, si erano ritirati alle 15,30 e ne sono usciti circa 4 ore e mezzo dopo.
I supremi giudici avevano tre strade: rigettare i ricorsi presentati dai legali degli 11 imputati, lasciando così che i processi proseguano a Milano; inviare gli atti alla Consulta e in questo caso accogliere la questione di rilevanza costituzionale sollevata dai difensori di Silvio Berlusconi e Cesare Previti, oppure affrontare direttamente la richiesta di rimessione e decidere se lasciare i processi a Milano oppure spostare a Brescia tutti i filoni processuali dell’inchiesta "toghe sporche".
Le sezioni, optando per l’invio alla Consulta, hanno ritenuto "non manifestamente infondata" la questione di legittimità costituzionale sollevata dalla difesa di Berlusconi e Previti, ed hanno quindi deciso di trasmettere gli atti alla Corte Costituzionale, disponendo la sospensione del procedimento in corso davanti alla Suprema Corte relativo al trasferimento del giudizio ad altra sede giudiziaria. Per quanto riguarda i tempi della decisione della Corte Costituzionale sulla questione di legittimità bisognerà attendere almeno l’autunno. I ruoli delle udienze della Consulta sono infatti già stati definiti fino alla pausa estiva. Bisognerà perciò attendere almeno la ripresa dei lavori autunnali, la prima udienza sarà il 24 settembre prossimo, ma, anche in questo caso, non è detto che il caso Imi-Sir e Lodo Mondadori verrà discusso a stretto giro di posta. È prima infatti necessario che gli atti trasmessi dalla Cassazione vengano notificati e pubblicati sulla Gazzetta ufficiale della Corte Costituzionale. Procedura, questa, che potrebbe avvenire in due mesi ma anche in cinque-sei mesi.
Se la Consulta dovesse ravvisare ragioni di urgenza, la discussione della causa potrebbe essere fissata al più presto, ma comunque non prima del prossimo autunno.
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