TORINO - È stata scarcerata Anna Maria Franzoni, mamma del piccolo Samuele ucciso a Cogne il 30 gennaio scorso e accusata dell’omicidio dalla procura di Aosta. Il tribunale del riesame di Torino ne ha disposto la liberazione dopo la lunghissima udienza di ieri, che ha visto l’avvocato difensore Carlo Federico Grosso opporsi alla custodia cautelare chiesta dalla procura e ottenuta dal gip Fabrizio Gandini. I giudici del riesame si sono riuniti alle 9.30 e alle 14 hanno depositato il dispositivo. Un'ora dopo Anna Maria Franzoni lasciava il carcere torinese delle Vallette su un cellulare della polizia penitenziaria.
Anna Maria aveva sempre detto che sarebbe tornata a casa presto ma pochi le avevano creduto. Invece, almeno quanto a questo provvedimento cautelare, ha avuto ragione lei. Ed è ciò che ha esclamato appena avuta la notizia: "Avevo ragione io! Avete visto? Avevo ragione io". La donna ha cominciato a saltare e a gridare, ripetendo: "Lo sapevo che sarei uscita". Una scena che ha messo di malumore le altre detenute del braccio D.
"Sono estremamente soddisfatto - ha commentato Grosso -Quanto deciso dal tribunale delle libertà corrisponde alle mie richieste. Non conosco ancora le motivazioni, ma quando affronto un problema lo faccio con il massimo impegno, la massima dedizione e il massimo delle mie capacità . Non mi pongo il problema se ce la farò, ma solo se ho fatto tutto il possibile". Ieri l’arringa di Grosso è durata quasi sei ore. "Aspettiamo le motivazioni della Corte d'appello di Torino - è stato invece l’asciutto commento del procuratore capo, Maria Del Savio Bonaudo - Noi continuiamo a credere nella nostra inchiesta e negli indizi che ci hanno portato a chiedere l’arresto per la signora Franzoni". l’ordinanza completa delle motivazioni dovrebbe essere depositata martedì prossimo.
Anna Maria era stata arrestata a Monteacuto Vallese, un paese dell’Appennino emiliano dove vivono i suoi genitori e dove si era rifugiata con il marito Stefano Lorenzi e l’altro figlio Davide, nella notte tra il 13 e il 14 marzo. Il gip Gandini aveva concesso la custodia cautelare in carcere chiesta dalla Bonaudo e dal pm Stefania Cugge, titolare dell’inchiesta, a causa del rischio della reiterazione del reato.
Commossa la famiglia Lorenzi-Franzoni. "Sarà una Pasqua allegra, il venerdì di Passione l’abbiamo fatto - dice Mario Lorenzi, il nonno paterno di Samuele - Non ci siamo dimenticati di lui, ma tutto quello che è avvenuto dopo è forse ancora peggio della morte di Samuele. Noi non siamo baciapile ma abbiamo fede e vediamo anche nella prospettiva cristiana: Samuele è andato a star bene, anche se certamente era meglio se fosse rimasto qui con noi".
"Sono felice, commossa, ho sempre sperato che Anna Maria potesse tornare a casa sua - si rallegra Paola Jeantet, una delle migliore amiche dei coniugi Lorenzi - Non credo tornerà subito a Cogne, è più probabile che vada a Monteacuto. Cercheremo di contattarla per telefono ma a dire il vero mi piacerebbe rivederla al più presto e riabbracciarla".
Durissimo il commento del sindaco di Cogne, Osvaldo Ruffier: "Con questo provvedimento si fa un passo indietro nella vicenda e ora è anche peggio perché ci sono sospetti e illazioni su altre persone. Se i giudici hanno scelto così, significa che avevano gli elementi per ritenere ingiusto l’arresto. Io continuo a essere convinto che l’assassino non può essere un cittadino di Cogne".
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