Milano: Forzasilvio it - Tutti ci auguriamo che la crisi libica si concluda con la vittoria della coalizione e con i minori danni per ciascuno, sia per l’Occidente sia per la stessa popolazione della Libia. Il mandato dell’Onu in questo senso è chiarissimo: imporre una no-fly zone per impedire a Gheddafi di proseguire nella persecuzione e nello sterminio dei suoi oppositori.
La Francia di Sarkozy ed in parte la Gran Bretagna di David Cameron hanno dato l’impressione di volere andare oltre questo mandato, l’unico che dà legittimità all’intera operazione. Il risultato sono state le perdite tra i civili (da verificare), la dissociazione iniziale di Paesi importanti della Nato come Germania e Turchia, le critiche aperte della Lega Araba, fondamentale in tutta la vicenda, e quelle più o meno sottintese degli Usa.
Quanto all’Italia, non è “all’angolo”: ha agito nel rispetto delle regole. Ha atteso l’Onu, e senza perdere un minuto ha messo a disposizione basi e forze armate.
Come hanno detto i capigruppo PDL di Camera e Senato: ’’L’Italia, sia per la sua tradizione occidentale che per gli impegni internazionali, farà la propria parte fino in fondo. E’ pero’ nostro preciso dovere difendere con la stessa incisività gli interessi della nazione in tema di energia, influenza nel Mediterraneo e soprattutto immigrazione: non si puo’ infatti evocare il bene della nazione nelle celebrazioni e poi non agire di conseguenza’’.
Per questo il PDL chiederà in Parlamento con apposite risoluzioni che gli organismi internazionali e la Comunità Europea si impegnino, con la stessa determinazione con la quale noi assolviamo ai nostri obblighi, a far fronte alle difficoltà che inevitabilmente e sin da queste ore si scaricheranno sull’Italia, come la situazione di Lampedusa attesta. L’accoglienza dei profughi deve riguardare tutti e quindi Onu e Unione Europea dovranno fare la loro parte perche’ non e’ immaginabile che l’unica destinazione possa essere il nostro Paese. Chiederemo atti concreti e immediati.
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